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La degna alter ego di Lucy Van Pelt con tratti notevoli del giovane Holden fatto mangajapan

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sabato, 18 febbraio 2006


           I am not so ready
So
I take it easy.
TAKE IT EASY BABY.



Peccato che non posso, perchè avrei una voglia matta di postare le fantastiche deduzioni che possono nascere a partire da un dialogo nato estemporaneamente davanti a un Irish coffee una serata qualunque di quelle che però poi in un futuro assai remoto rimpiangerò, lo so. Deduzioni, prese di coscienza e strategie. Butto giù delle strategie. Ho deciso che più le butto giù, più mi tireranno su...altro che Serse alle Termopili. e Manfredi.


 ...Io, se non mi conoscessi, morirei dalla voglia di passare una serata a chiacchiera con me.
postato da: PrincisulPipi alle ore 03:52 | link | commenti (21)
categorie: news
venerdì, 17 febbraio 2006

eppoi guardando all'indietro mi chiedo se abbia avuto davvero un senso tutto quel sangue andato a male, soldi e tempo sprecati, un poco di estate del cuore e una fetta di opportunità. i weekend lì quando avrei potuto essere altrove. i weekend altrove quando avrei potuto essere lì. potuto, dovuto. ripicche stupide. cazzate... 
io e nonna: un rapporto strettissimo quanto complesso, sindromi di abbandono in proiezione. solo ora capisco.

'poi un giorno, in un libro o in un bar si farà tutto chiaro,
capirai che altra gente si è fatta le stesse domande,
che non c'è solo il dolce ad attenderti, ma molto di amaro...
e non è senza un prezzo salato diventare grande...'


Sicurezze tanto faticosamente conquistate che nel giro di qualche mese crollano. Mi sento come qualche anno fa. Eppure con l'entusiasmo di tanto ancora da vivere davanti. Non ho più te marco, e mi sembra cosa buona e giusta, doveva andare così e va benissimo così.
Ho perso il sorriso buono e comprensivo di nonna, l'ho perso per sempre, e ok sì è nel mio cuore, ma non è lo stesso cavolo, non lo è, per me te eri immortale e invece mi hai lasciato. Ancora non ci credo quando penso a casa mia, vuota, senza di lei. fotogrammi assurdi.e già da allora  vedevo nelle sue braccia e nelle sue torte al limone intinte nel ciobar il porto sicuro. per non parlare delle scorribande in bici e dei pellegrinaggi dal pollaio. che litigate. ogni volta che ripenso all'ultima discussione mi vergogno. e mi si strizza il cuore...

'e un giorno ripensi alla casa, e non è più la stessa
in cui lento sciupavi il tuo tempo quando eri bambina
in cui ogni cosa era un simbolo ed una promessa
di cose incredibili e di caffellatte in cucina...'

quante promesse, ed è vero. quanti sogni. era tutto ancora intero.... e in parte lo è ancora, qualcosa si è spezzato, ma vabè, succede a tutti prima o poi, ma ho ancora tanta, troppa curiosità, desiderio atroce e vorace di vedere dove va a parare tutto questo.


E poi nel mio vago futuro... potresti esserci TU che chissà se passerai a riposare tra ste righe, e se ste righe le leggerai mai, se capirai,mi chiedo , tu che dormi e non lo sai che ci sono, o forse lo sai, non dormi, non mi cerchi e hai paura. Paura? Paura o disinteresse? Avresti tanto da vivere anche tu... guarda, è proprio lì davanti a te. Guarda che mare azzurro, cazzo!!! Che diamine di cielo splendido. Ed io, con molto poco da offrire, quasi nulla, non pretendo di sembrare/essere chissà chi, giunta dalla terra di chessoio, quella dei normali, quelli che si fanno di paranoie preferibilmente che di droghe, che amano la compagnia quanto la solitudine, il casino quanto il silenzio, leggere quanto rimbambirsi davanti alla tv, i cantautori quanto lo ska e il postpunk. Reprimo nel cuore stupide sensazioni bellissime e luminose che se solo mi dessi modo di farle uscire come vorrei potrei contagiarti e ci metteremmo a urlare per la gioia entrambi come due perfetti imbecilli. Una piena consapevolezza di me, forse, non l'avevo mai avuta. Una tale accidia, nemmeno. Voglia di capire e di essere capita, idem. Pazienza infinita. Dolcezza e tenerezza malcelate in un groviglio di durezza e fragilità autorevole. Sorriso franco e voglia di ridere per il gusto di farlo. Perdincibaccolina..... fai uno sforzo, manchi solo tu. 

update (2 minuti dopo) : e tutto spiega perchè oggi pomeriggio ho avuto la capacità di fare le poste sotto casa del maestro (Guccini, ndme) in via Paolo Fabbri 43 per una mezz'oretta circa...


postato da: PrincisulPipi alle ore 01:43 | link | commenti (5)
categorie: microchip emozionale
giovedì, 16 febbraio 2006

Paciugo d'un post

Mie adorati 25(- 20, ergo 5) lettori,
presumo di esservi mancata, ma anche no. Vabbè non importa, sono tornata lo stesso.
Spero voi tutti siate sopravvissuti al bombardamento calorico e glicemico di san valentino, io dal canto mio ho dormito, letto e ascoltato musica tutto il giorno (come sempre faccio) e non ho ricevuto uno straccio di augurio. ma vabbè. d'altronde per gli innamorati è sempre festa...quando gli è concesso di esserlo (innamorati). Ma comunque. Passato sia san Valentino che l'aberrante Santo Single (nelle fattezze ignote di tal San Faustino), posso dire di aver superato indenne la prova di zitellaccia forever (nemmeno single, il che varrebbe a dire che ho la scioltezza delle zoccolone di Sex and the city, invece manco per sogno...) . E comunque ricordo due San Valentino memorabili... nessuno di questi è stato a base di bacetti perugina e puccipuccipucci (anche se ammetto di averne trascorsi anche così...) il primo è quello del 2000 in cui feci sega da scuola boicottando l'interrogazione di latino, con Pina Gigi e Silviad per andare a pattinare sul ghiaccio (o meglio, loro pattinavano, io imbranata guardavo e mangiavo i pasticcini alla crema), eppoi quello dello scorso anno, il secondo con M. , però quello in cui abbiamo fatto la cena coi single pur essendo ancora fidanzati (il che prometteva già bene) a cui è seguita una favolosa notte di fuoco nella quale ci siamo tanto amati che, in perfetto stile film di Muccino, io volevo fuggire di casa sua alle 3 di notte mentre lui nel mezzo della porta mi bloccava e io lo spingevo e scalciavo come la cavallina storna di Pascoli. Ok, fine amarcord, che si sa che nei blog il personale intimo, la praivasi veraveravera va sempre un tantino edulcorata. E ve lo assicuro, sto edulcorando...


E già che ci sono, vi segnalo un gruppo fantasticherrimo che mi è stato fatto conoscere un po' meglio dal socio Dottor Panunzio
...gli Offlaga Disco Pax, che ho testè scoperto bazzicare i profani lidi di Mtv da qualche tempo.
Sono un gruppo emiliano, relativamente emergente, decisamente interessante. Ogni mia considerazione è superflua, vi consiglio di farvi una cultura qui e di scaricarvi abbusivamente di tutto di più dei suddetti. Suggerisco principalmente Robespierre, Tatranky e Piccola Pietroburgo.

Vi riporto poi uno stralcio di intervista ai suddetti trovata qui :

Anche se probabilmente non avete pensato a quale pubblico raggiungere, come immaginate possa essere l'ascoltatore medio degli Offlaga Disco Pax?

D: Personalmente credo che gli Offlaga possano piacere a tutti o a nessuno. Ultimamente anche insospettabili hanno spezzato lance a nostro favore.

M: L'ascoltatore medio degli Offlaga Disco Pax dovrebbe essere una ragazza dolce, gentile, spiritosa, arguta, appassionata, democratica e antifascista.


Praticamente sono io... ah, la solita modesta!!! 
postato da: PrincisulPipi alle ore 19:39 | link | commenti (14)
categorie:
sabato, 11 febbraio 2006

...la tua maschera di cera, tanto poi tu lo sai si scioglierà come fosse neve al sol...

dannata exanoressicapseudobulimica. idiota. ne verrai mai fuori? e l'insensata voglia di equilibrio?

update:
continuo a lambiccarmi il cervello, che sia un grossolanità, tempi totalmente sbagliati, questione di attese, di contingenze non colte. che sia invece che non ho capito nulla e sono diventata una burattina. che sia invece che tu non hai capito. non hai capito e non vuoi capire. non ti interessa capire. e io provo a giustificarti perchè cullarmi in questa illusione mi incoraggia, mi spinge, mi entusiasma, dà una motivazione a ogni piccolo sacrificio. e non mi peserebbe, lo so. son capace di poggiarmi lì davanti e osservare col mio solito occhio curioso e un po' affilato. un po' sospettosa, un po'... iperinterpretante. guardo, scruto, ammiro, registro. mi confronto continuamente con me stessa. mi chiedo se il problema è il mio. mi chiedo se sia più opportuno scegliere la strada del mistero o quella della chiarezza estenuante. mi chiedo, semplicemente, forse, quale sia la strada meno dolorosa. forse non ho voglia di provare dolore: voglia di serenità, ma come dice quella vecchia canzone, 'essere felici per una vita intera sarebbe quasi insopportabile'. o forse è orgoglio, voglio potercela fare, voglio avere l'ultima parola, quella forse che tanto terrorizza 'i più'. voglio trasformare a ogni costo quest'ansia in qualcosa di positivo, sono fatta così, ho bisogno di motivazioni forti, di slanci, di botte d'allegria. quanto vorrei alle volte poterti scrivere, farti leggere e capire. vorrei solo farti capire. so che capiresti, e non capisco cos'è che complica tutto tremendamente. vorrei vedere cosa diamine hai lì sotto, perchè custodire questo qualcosa quasi a volerti schermare per via di chissà quale insicurezza. chi non si scherma, chi non ha le sue insicurezze alzi la mano. chi non ha il suo piccolo mondo, quella fettina di animo che difficilmente apre... ma che poi, quando hai occasione di coltivare qualcosa di bello, è entusiasmante condividere. vorrei solo questa possibilità, e non mi sembra di chiedere alcunchè di così  incredibile. baso le mie illazioni sul niente, è vero, ma a volte l'istinto è più chiaro dell'arzigogolo sofisticato e falsato del rapporto interpersonale. siamo animali con diversi strati di coscienza, lo dicevi proprio tu, mi pare. quanto tempo fa? che è successo nel frattempo? cosa ho di tanto sbagliato? tutto il mio calore altro non è forse che richiesta disperata del medesimo, te lo sei mai chiesto? cosa ho sbagliato? non mi sento di farti una colpa di nulla, forse sono stata solo io a credere erroneamente troppo in me. forse davvero devo solo aspettare. ma nel frattempo devo ricominciare a vivere. Smetterla di passare giorni a reggere un cielo di sabbia e cartone. Che poi per un niente crolla, per un altrettanto niente diventa sereno e punteggiato di stelle. forse, davvero, dovevo dirti molte cose. ma continuo a coltivare la 'speranza' che il momento di dirle debba ancora crearsi. Mentre, intanto, tutto scorre.
postato da: PrincisulPipi alle ore 14:36 | link | commenti (22)
categorie: microchip emozionale
giovedì, 09 febbraio 2006

ABSOLUTE ACCIDIA

tutto cominciò una sera -ieri- in cui la vostra presa da sacro furore e amore per le sudate carte decise fermamente di boicottare happy hour e co. per darsi alla nobile arte dello studio, data l'imminenza dell'esame (a questo proposito vi ingiungo di complimentarvi con me dato che ho passato matematica -graziegrazie). un messaggino tentatore la dissuase da codesto nobile proposito e la vostra accettò un innocente invito dal cicchettaro vicino casa. Nel giro di mezz'ora la vostra (col suo fedele umpalove) si ritrovò in zona torri circondata da 7 compaesani di sesso presumibilmente maschile in direzione Irish pub, nonostante i buoni propositi di evitare il postaccio (ed eventuali esuberi in alcoolismo). ma è sempre lecito andare dove il cuore porta, e fino alle 2 si resta lì. la vostra doveva essere a letto da circa 2 ore ergo si incammina verso casa ma il gruppo di omaccioni la precetta per entrare in un locale ad alto tasso gay dove la scambiano per lesbo considerati i soliti eccessivi slanci d'affetto causa goliardia di gruppo con l'amica pina. sculettando fra un Prince vecchia maniera e un YMCA la vostra si rende conto che ORA deve andare a casa. La sua casa è giustappunto dietro al locale. Usciti tutti dal locale, il sosia nano di Diego di Uomini e Donne (non che io guardi l'abominevole programma, ma il tizio è di Bologna ergo l'ho visto qualche volta dal vivo all'Aldrovandi cafè, locale di sua proprietà iperpariolino di quelli che la vostra pur aborrendo non disdegna di frequentare) propone un festino tutti a casa loro. Casa mia era dietro l'angolo, stavo morendo dal sonno, eppure da brava pecora inside mi faccio traviare. E li seguo. Ovviamente non avevano specificato che saremmo dovuti arrivare a piedi praticamente in tangenziale, e che la loro casa di 30 mq scarsi era dotata di sole 3 sedie (per 9 persone), perdipiù sganassate. Ovvio che le fanciulle in questione che avevano dovuto trampolare sui tacchi per decine di minuti senza chiedersi il perchè della folle azione inconcludente si fotterono le sedie. Gli antigalanti omaccioni pertanto le odiarono. Il primo autobus sarebbe stato alle 6 e 30.... 2 ore dopo. Serata a un punto morto. Si bivacca fino alle 6 facendo discorsi da 'vecchi navigati' e rimembrando i favolosi anni 80-90, chicche come 'Colpo grosso', la vecchia sigla di Lupin e Enzo Tortora. Iniziamo a fare discorsi da vecchi, regaz! proclamo io. Evvai. alle 6, ora in cui saremmo dovute andare via, ho tirato le cuoia... in branda addosso a pinaz. ore 8 e 35, apro un occhio, lei idem. Ci guardiamo nel cagnesco tipico da sonno selvaggio. "my love, ma allora siamo veramente qua! occazzo!", lanciandomi un'occhiata a metà fra lo sbigottito e la rassegnazione del 'ci risiamo'. silenzio. Esplode la fragorosa risata che ci sveglierà, mezzo infreddolite e soprattutto rimbambite.
La mattinata inizia alla caffetteria napoletana di via Massarenti.

postato da: PrincisulPipi alle ore 10:57 | link | commenti (20)
categorie: consigli per il cazzeggio