


Innanzitutto una considerazione sul film Il Caimano, che ho visto domenica scorsa, appena prima di recarmi alle urne a fare la 'cogliona' : dal mio punto di vista, oltre che un bel film ( i mattoni di Nanni sono gli unici che sopporto e supporto di estremo buon grado) è stato davvero un messaggio chiaro e toccante. Se oltre ai militanti di sinistra e ai politicizzati 'doc' o intellettualoidi che dir si voglia lo avessero visto anche altre tipologie di persone forse avrebbe aiutato queste a capire, se non molte cose, almeno alcune. Il tutto con un infinito stile e una profonda e sottile intelligenza.
Degno di nota il finale, a cavallo tra 'utopia' e 'tragica realtà', che mi ha fatto realizzare in un attimo che l'ultima spiaggia sarebbe stata proprio questo voto; perchè, altri modi per far trionfare la legalità, oggettivamente allo stato delle cose attuale non ce n'erano. E la mia idea la confermavano le decine di persone che uscivano dal cinema con le facce sconvolte, o con le lacrime agli occhi.
Parlando delle elezioni: sulla questione legalità ho i miei 'seri' dubbi, perchè per quanto un exit poll non sia mai totalmente attendibile, la 'legge dei grandi numeri' ha una fallibilità molto ridotta in termini statistici. Soprattutto passare da una forbice di 7,8 punti percentuali e ridursi ad aspettare quei cazzo di voti degli italiani all'estero (fortuna che siamo visti come la Repubblica delle banane, indubbiamente questo ci ha salvati) è stato abbrutente, avvilente e ci ha impedito di goderci appieno una vittoria che sarebbe stata quantomeno auspicabile.
Che dire, staremo a vedere. Di sicuro 'quelli' faranno l'impossibile per metterci il bastone tra le ruote. E, purtroppo, hanno i numeri per farlo.
Spero solo che la nuova 'maggioranza' (per quanto tale per un numero esiguo di voti e premi di maggioranza - oltretutto stabiliti dal vecchio governo che dopo i risultati delle regionali del 2005 aveva evidentemente -e a ragione- iniziato a tremare...) stringa i denti e lavori duro e bene. Che forse si profila una nuova prospettiva di legalità ed equità sociale. [se qualcuno non è d'accordo è liberissimo di contestarmi ma si sappia che quando esprimo un'idea un minimo più argomentata delle mie futili cazzatine da oca cerebrolesa, solitamente ne sono convinta, ergo fate le vostre valutazioni e se volete averne la compiacenza esternatemele, chè di confrontarmi non ho mai avuto paura]
E ora, tanto per citare la sorè , torno a fare la 'missing in action', che prima della parentesi militante, avevo deciso di prendermi una pausa con tanto di ringraziamenti.
Statemi bene.
"Il presidente del consiglio ha detto che la sinistra vuole rendere uguali il figlio del professionista e il figlio dell'operaio. Sì, noi la pensiamo proprio così. Per noi gli uomini e le donne, e soprattutto i giovani, sono tutti uguali."
(Romano Prodi, 7 Aprile 2006 in Piazza del Popolo, Roma)
GENTE, NON C'E' SCELTA.
ALLA CAMERA L'ULIVO, AL SENATO CHI VOLETE VOI, MA SEMPRE NEL CENTRO SINISTRA, PER PIETA'. E STI CAVOLI SE C'E' IL SILENZIO ELETTORALE. NON LO OSSERVA BERLUSCONI, NON VEDO PERCHE' DOVREI OSSERVARLO IO...