1) stanno tornando nuovi esilaranti casi da sputtanosbeffeggiare
2) è un blog ovviamente geniale (anche perchè partecipo anche io)
3) cerchiamo nuove adepte!

...C'è come un lampo d'ironia
Che aggiusta il naso tra gli occhiali
E son tornati tutti uguali
I giorni qui che via per via...
da 'Zolletta (Lettera a Enzo G. Baldoni)' di Alessio Lega
Sono già trascorsi due anni dalla notizia della morte di Baldoni. Ricordo che già la notizia del suo sequestro mi colpì molto perchè lo conoscevo come giornalista e quant'altro e tra l'altro seguivo i suoi blog (all'epoca era quello su baghdad , io stessa -ma non conta- ne avevo un altro). Non sono certo io quella più adatta a ricordarlo perchè qui ci sono diverse persone che hanno la precedenza su di me.
Comunque, visto che a rendere omaggi sono imbranata, ho preferito postare qui stralci di canzoni che sono state scritte per lui, fra cui quella che Bersani (non il ministro, eh) ha inserito nel suo ultimo album uscito qualche mese fa. Il testo all'ascolto non mi ha fatto impazzire, però è orecchiabile, sembra una ballata, e mi ritrovo spesso senza quasi accorgermene a canticchiarla. E poi, è il gesto che conta no? Io l'ho trovato significativo.
(...) Ho lasciato la mancia al boia, sai quanto mi servisse
un orologio Bulova
se il tempo lo scandiva la mia tosse
tanto che poi in cambio ottenni acqua
e un sorriso che pensai
fosse un rischio persino per lui
per capirmi è necessaria la curiosità di Ulisse
di viaggiare in solitaria
vedendo il mondo per esistere...
E chissà che poi non capita che ad uccidermi
sia per caso la pallottola amica di un marine
ma se chi dovrebbe darti aiuto respinge il tuo saluto cosa fai?
bestemmi o preghi il dio del vetro andando marciandietro via dai guai
e vai all’inferno
che la differenza in fondo non ci sta (...)
(...) Finalmente un po’ di musica
ma che nostalgia di quando avevo preso la chitarra elettrica e l’ho data via
chissà se gli errori del passato sono ancora adesso in garanzia
e se mi verrà mai perdonato il fatto che non fossi a casa mia
un bacio a tutti, fate sogni belli e pochi brutti
i miei occhiali si son rotti
ma qualcuno un giorno se li metterà
e a occhi semichiusi
attraverserà posti distrutti
e silenziosi
da "Occhiali rotti", Samuele Bersani
Ciò che è fuori, è anche dentro; e ciò che non è dentro, non è da nessuna parte. Per questo non serve viaggiare.
Se uno non ha niente dentro, non troverà mai niente fuori.
È inutile andare a cercare nel mondo quello che non si riesce a trovare dentro di sé.
(Tiziano Terzani)
Sto pensando spesso, in questi giorni di vacanza mentale (proprio nel senso che la mente s'è svuotata, anche se sto ricominciando a riempirla di pensieri socialmente utili), al senso del viaggiare; mi sono detta che non voglio diventare vecchia e morire senza aver visto tutto, o quantomeno tutto il possibile. Una città a caso, Domodossola: ci sono forse dei motivi che spingono una persona che non ha legami con Domodossola di tipo radicale o parentale a passarci? Forse no; io ci sono passata diverse volte in treno andando in Francia, ma non mi sono mai fermata. Non ho mai pensato: "va che scendo a prendermi un cappuccino a Domodossola". Sbagliato! Io voglio vedere anche Domodossola! C'è qualcosa che non ho visto e che mi tornerà alla mente nel momento più impensato, o magari mi verrà in aiuto, per una qualche associazione di idee, chi può dirlo? Non voglio perdere niente, voglio dire sempre sì. Perchè tutto dà senso a quello che si fa... anche fermarsi a Domodossola senza motivo. Che poi penserete che mi sono fissata con Domodossola, e non è così, ovvio, era un esempio. Oltremodo la mia mente non proprio sanissima tende a entrare in loop con certi discorsi, e chi mi conosce un minimo lo sa; con niente potrei iniziare una lunghissima saga sui 100 motivi per cui visitare Domodossola. Che poi lo stesso discorso potrebbe valere anche per una città come Chieti, per la quale peraltro passano molti meno treni.
Per viaggiare alla grande, dunque, è sufficiente avere qualcosa dentro di sè il cui riscontro va cercato in quello che si vede attorno; e per viaggiare basta veramente poco (io ad esempio con la mente viaggio di continuo, infatti sono-sembro?- tendenzialmente distratta e rintronata); oppure serve molto (tempo, soldi, contingenze favorevoli), quando si parte davvero, per scoprire. E se qualcosa che brilla dentro c'è, ed è solitamente multiforme, ti consente di dare un senso di logicità e appagamento anche a un viaggio finalizzato al cazzeggio cazzone come quello che ho narrato negli ultimi post.
Il problema è ora definire questo qualcosa... mi viene in mente Un matto, di De Andrè, il suo tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole...
Io per certi versi mi sollazzo nella mia presuntuosa consapevolezza di riflettere, riflettermi, capire e cogliere nel segno; però risulto dannosa per me stessa, nel mio contorcermi, elucubrare, autocondizionarmi; certe volte penso che dev'esserci stato un break even point nella mia crescita, che mi ha indotto a vedere determinate cose sempre e solo in un'ottica latentemente contorta.
Ciò che mi terrorizza, è che dato che di solito ho ragione, magari ci ho preso anche stavolta.
E come fo a studiare serena (per non dire vivere)?
Sono molto espansiva ed estroversa, certo, eppure altrettanto riservata e discreta su molto altro; non smetto mai di fare progetti, ma li tengo per me. Per poi sentirmi dire che sono abulica come la maggior parte dei giovani (che poi le generalizzazioni mi fanno partire il grumo al cervello). Abulica perchè, perchè non vengo a farvi la lista delle mie idee geniali, dei miei progetti e delle mie aspirazioni? Sarà che i piccoli sogni, le speranze, è meglio custodirle gelosamente per evitare che subiscano la contaminazione del giudizio altrui, troppo spesso affrettato e puntualmente errato?
E' un momento particolare per me, un giro di boa negli studi; sto riflettendo tanto e, tornando al discorso iniziale, voglio fare le scelte migliori senza rinunciare a niente; perchè non c'è nessun buon motivo per cui io debba precludermi delle possibilità. I miei genitori invece pensano che nel mio cervello ci sia tabula rasa perchè mi vedono sempre ridanciana e godereccia con gli amici o immersa nei miei scritti o nelle mie letture poco condivisibili (passo dai Peanuts a Dostojewskij con facilità, e al massimo scuotono la testa dicendosi che ci vuoi fare, è stranetta...). Come se non fossi a conoscenza delle mie scadenze, dei miei impegni, delle piccole tempeste che nell'immediato futuro mi toccherà affrontare. E' una colpa non piagnucolare ogni 2x3? A quanto pare sì, perchè equivale a non avere nulla in mente.
Io sono sempre stata, in famiglia, il genio sregolato, quella intelligente sì ma che studia il giusto, che ha il suo caratterino tutto pepe, ma che però ha sempre ottenuto il massimo dei voti e non ha mai preteso la discoteca a 15 anni. Non che sia una colpa pretenderlo, ma a me semplicemente non interessava, per la loro gioia. Così come fioccavano gli elogi a ogni uscita dei quadri, fino ai cazzo di 100/100.
Ma ora no. Dovrei tenerli al corrente su ogni passaggio della mia vita, quando ormai la mia vita è altrove, e mi trovo continuamente dinanzi a bivi e prendere decisioni su due piedi è scontato, basarmi sulle mie valutazioni e accorgermi di non aver agito poi così male è solo compito mio. Star con loro nel periodo estivo mi fa rimpiangere l'indipendenza che loro stessi mi hanno garantito. E sentirmi tacciare di negligenza poi, questo proprio no. Pigra sì, a voja. Ma ho un cervello che schiuma.
Per far rilassare un attimo la prof cattocomunista invasata (mia madre), oggi le ho mostrato un po' delle scartoffie che sto tirando giù per predisporre le basi del mio lavoro dei prossimi mesi (quelli decisivi). Lei si è rilassata, io mi sono pentita di aver già condiviso la mia piccola creatura che prendeva forma. Se però glielo faccio notare, sono io quella contorta ergo sono io che mi complico la vita.
Ora io mi chiedo: ma quel cazzo di Candido di Voltaire non se lo coltivava da solo il suo orticello?!?!?!
Mi sa che il migliore dei mondi possibili è passato di moda.
... Dove si va
Come si fa
A stringere la vita
Intanto fuori scoppia la notte
Dove si va
Come si fa
Se vivere da queste parti
È come tirare a sorte ...
part three (che dovrebbe pure esse l'ultima)
giorno 6: PALI, RONFATE E SEQUESTRI (?!)
Stefania che dorme con noi per lasciare l'amata Sorè nel suo nido d'ammore (la famigerata 29). Sveglia all'alba, che dobbiamo andare tutti a Bol. Tutti tranne Ste, che nella suddetta 29 (allorchè liberata da Veronique) aspetta un caffè da un altro membro della Compagnia dell'Anello. Piove. Ma mica du' gocce... Il diluvio universale è un eufemismo da tempi di Noè. (Eggià, ricordiamo che siamo a Hvar, nell'isola del sole, dove il tempo è sempre meraviglioso.)
Dato che comunque dobbiamo recuperare la Sorè che si dà il 5 con Ste per il cambio in stanza scendiamo tutti appassionatamente a colazione... Impastate nel sonno e in via di congelamento conveniamo che l'escursione, magari, è meglio che la rimandiamo. I papi non si svegliano neppure. Torniamo tutti in stanza a ronfare (stavolta con me e Pina protomartiri marie gorette c'è la Sorè). Fino a mezzogiorno inoltrato è calma piatta nelle nostre vite. il Tomino della compagnia dell'Anello, comunque, sarà ribattezzato PaloMan, almeno fino a quella sera.
Esce una parvenza di sole, e andiamo -indovinate dove?- in piscina. La sottoscritta necessita di leggere qualcosa, e va in centro a farsi spillare il corrispondente di 10 euro -altro esempio en passant di correttezza slava- per due caz di riviste italiane. Una è Focus, l'altra (mi vergogno a scriverlo, soprattutto perchè l'ho pagata 5 euro, ma vabè) ...Tu. Proprio sfogliando Tu becchiamo l'intervista agli Zero Assoluto grazie alla quale io e Pina ci convinciamo che le fidanzate che cercano siamo noi! Possiamo forse perdere tempo co sti croati buzzurri quando a Roma abbiamo sti fiorfiori di fanciulli che non aspettano altro che il nostro arrivo a rischiarare le loro vite? Abbiamo già scelto: il mio è Thomas (chissà perchè mi piacciono tutti uguali), quello di Pina è Matteo.
Fra un Calippo (fortuna che avevano l'Algida) che mi è valso l'epiteto di magnacalippi a tradimento dal simpatico papi, una delle 25 camomille prese da Pina in preda alle nausee e una chiacchiera viene giù l'ennesimo tornado; ci rintaniamo nelle stanze nuovamente, e giù ronfare fino a ora di cena. Ennesimo buffet vomitevole, e non ne possiamo davvero più.
Tutti vestitissimi, con coperte e maglioni, ci rivediamo in piscina e nessuno, tranne PapiPanareo, ha il coraggio di andare in centro (scoprimmo poi che sarebbe finito di nuovo al Carpe Diem, il recidivo). La Sorè frattanto ci abbandona per poi telefonarmi in preda ai furori tipici dell'essere umano appena sequestrato. Già mi vedevo col volto contrito ricevere via msn un pezzo del suo orecchio zippato in qualche cartella, quando la situazione si tranquillizza, facciamo due chiacchiere coi due nuovi amici napoletani Filippo e Tommaso (più truzzi non si può) e andiamo avanti così fino a tardi. Il cielo sembra sereno, quindi l'indomani sta caz di gita la facciamo. Yeppa! (noi poveri illusi...)
giorno 7: Turisti FAIDATE cercano consolazione in Seratone ETILICO
Ci s'incontra tutti a colazione, freschi e pimpanti: ci siamo proprio tutti! La sorè rosa di maggio mode, Stefi infreddolita but alive (chissà che hai combinato...eh...) io e Pina stranamente senza acciacchi, i Papi e anche le due new entries del gruppo, i partenopei del Vomero!
E quindi si parte per l'escursione verso l'isola di Brac, per cui la quota di partecipazione (190 kune, circa 26-27 euri) comprende: pranzo, giro della città di Bol con guida e sosta alla famosa spiaggia sabbiosa della Punta d'Oro (Zlatni Rat!).
Ebbene. 2 ore di viaggio per arrivà, altre 2 per tornà, la guida non l'abbiamo vista, il pranzo l'abbiamo evitato, e il centro di Bol l'abbiamo immaginato. Quanto alla punta d'Oro, che non è sabbiosa per una cippa, l'abbiamo raggiunta dopo 40 minuti di cammino in una pineta non classificata. I fortunelli scoprirono che, con un taxi boat, sarebbero arrivati in loco e tornati con 70 kune (circa 10 euro). Considerato che tutto il resto che abbiamo pagato era fantasma, quasi quasi... Insomma, avete letto la chiara esemplificazione di quello che si usa comunemente definire pacco.
Di bello nella gita c'è stato il cantare di tutto a squarciagola (da O' sordato nnammurato a Dio è morto), fotografare scene improbabili, ridere di gusto (il che è successo praticamente sempre) mangiare un buon gelato al porto di Bol! Ah, la spiaggia Punta d'Oro sembra Fregene.
Quella sera (la nostra ultima sera) decidiamo di andare a mangiare finalmente in maniera decente: meta, il ristorante Marinero. I nostri si esibiranno in:
- coretti da stadio su tutte le persone conosciute in passato;
- ole per gaetano alias jessy che passava di lì;
- inno nazionale e popopo vari tanto per non perdere le sane abitudini;
- slinguazzamenti di tutti con tutti (ho baciato anche la Sorè, lo ammetto, sì),
tanto che alfine i camerieri ci redarguiranno puntualizzando che quello è un ristorante... 
Dimenticavo: il pesce era buono, davvero; ma il vino, per essere croato, lo era molto di più.
Fine serata barcollanti sul lungomare senza fisso baricentro, assisto a scene pietose su cui sorvolo per amore dei miei compagni di viaggio, per concludere la serata al Veneranda, famosa discoteca di Hvar in perfetto stile disco italiana anni '80, non fosse per la musica inudibile. Riincontriamo tutte le persone conosciute nel corso dei giorni precedenti, fra cui AndreaPariolino, dotato per l'occasione di una fiatella alcoolica ad hoc e di un'ascella pezzata che lo rende inavvicinabile, che cerca di travalicarci col suo peso piumina. Restiamo svegli a chiacchiera coi Papi e Andrea fino alle 5, ma inizia ad essere freddo e il sonno è veramente tanto. Ci salutiamo, Andrea si autoinviterà nella stanza dei Papi, e arrivate in camera ci rendiamo conto che dobbiamo ancora preparare tutti i bagagli e che anche se all'indomani partiremo alle 5 di pomeriggio, dobbiamo liberare la stanza entro le 10. Sgosh! Affrante io e Pina ci buttiamo sul letto e ci addormentiamo vestite dimenticando peraltro la porta aperta. Ste ci raggiungerà in stanza poco dopo, non ricevendo nostri segni di vita...
giorno 8: Lo sapete che una volta ogni 10 anni a Hvar potrebbe grandinare?
...ci svegliamo alle 8, vestite di quasi tutto punto (io nel sonno mi ero tolta i jeans non so come), e ci ritroviamo in una stanza in subbuglio totale. C***o, le valige! Però, prima dobbiamo fare colazione, che almeno in quel momento lì un minimo decentemente si mangia.
Mentre ci apprestiamo a portare le valige in reception (che non è propriamente dietro l'angolo)...indovinate un po'? Ricomincia a piovere... piove... cavoli dobbiamo ripararci da qualche parte, che ora non possiamo nemmeno chiuderci in stanza... e strututututututuuttutum!! Grandine.
A Hvar (che è sempre il solito posto dove non piove mai, c'è sempre il sole, e se si verifica qualche fenomeno atmosferico differente capita una volta ogni 10 anni. Eh sì, mi sa anche a me!). La sorè e ste vanno (tanto per cambiare) alla Fortezza con la Compagnia dell'Anello. Io e Pina restiamo a fare due chiacchiere e qualche foto (very pittoresca) nel gazebo del ristorante. Quand'ecco che spunta il sole...ed è veramente il sole più atrocemente aggressivo degli ultimi anni. Praticamente mi sono abbronzata in quel solo giorno lì, ovviamente (su, ditelo tutti in coro) in piscina!
Fino a che arrivano le 17, saluti e salutoni vari, soprattuto ai Papi, e ripartiamo alla volta di Starigrad. In attesa con noi, jessy, GAETANO (quello vero) con l'odiabile moglie, il gruppo di marchigiani capeggiato da I love notte (soprannominato così sempre per via della sua maglietta), the winner della settimana, il più bello in assoluto (oggettivamente, secondo me), ovviamente già sposato e con bimbo in arrivo a 25 anni, Glomp, e tanti altri. L'imbarco è festoso (si ricomincia a pagare in euro, rega!), ci fiondiamo su delle succulentissime pizze trillando di gioia. Poi becchiamo gli amici sosia dell'andata, saluti e salutini, 'ma il caffè croato con la moka italiana com'è?', e altre amenità simili. Che figo fare gli italiani trash in vacanza. Dobbiamo canonizzare Jerry Calà (ci pensa l'U.C.U.R., ufficio canonizzazioni ultrarapide della sorè)!
Scatta la dormita kolossal, io mi sveglio mentre la tv di fronte a noi sta dando le ultime scene di La vita è bella, e ogni volta non posso fare a meno di piangere calde lacrime (quando poi si è sudati e impastati nel sonno la sensazione è davvero strana). Passa infatti un tizio di spalle alla tv che mi vede disperarmi e mi guarda interrogativo. Vabbè, sticazzi.
Arriviamo a Pescara, e al porto veniamo accolti dal solito popopopo dalla frizzante famiglia di Ste. Ognuno ritrova qualcuno da riabbracciare, come di regola; saluti col mitico Jessy Pagnotta (è ovunque!). La Sorè torna a casa mia per poi partire il giorno dopo alla volta di Padova (dire che ha fatto il giro d'Italia non è un'esagerazione) (nella fretta di accompagnarla in stazione stavo prendendo una rotatoria contromano in pieno centro a Pescara, ma non lo dite in giro).
Ah, per dovere di cronaca: il mio intestino ha subitaneamente ripreso a funzionare non appena toccato il suolo italiano.
Enjoy! :-)
IO BLOGGO LA MIA VACANZA CON
part two
Giorno 4: GLOMP
Ma va', non ci credo... c'è il sole! Nell'isola croata famosa proprio grazie al clima mite e al cielo perennemente sereno... c'è il sole!! Sarà che l'avevamo solo immaginato fino a quel momento... beh allora?! Si va al mare no? Vogliamo andare a lucertoleggiare sulle sabbiose spiagge della Palmisana (che non è la Parmigiana di melanzane di mia madre che tanto piace alla Sorè) col taxi boat ( che fa molto Love Boat: mare profumo di mare... ) oppure affidiamo le nostre anime innocenti nelle mani dei romanacci fascisti e affittiamo una barchetta con loro?! Ma sì dai, Indiana Jones è nulla in confronto a noi!
I scena clou della giornata: le barche affittabili sono finite. Andrea-Papi dice: 'aoh, ce tocca affittà un gommone!'.La Prinzi, afflitta da sindrome mestruale d'oltreadriatico decide di fare la buontempona e, adocchiando il gommone più vagamente simile a quelli che si vedono al tg1 carichi di curdi che l'hanno testè scampata bella, ironizza e gongolando butta lì un: 'ma sì dai, prendiamo quello vero?!'. SI'.Gulp.o__O
Dopo tentennamenti vari partiamo alla volta dell'esplorazione delle dirimpettaie isole Pakleni (ho appena scoperto che si chiamano così): mare calmo, Andrea che accelera nonostante le implorazioni di silvia e stefania, tuffi al largo, sosta in un' isoletta vicina per pranzo e relax.

II scena clou: il mare inizia a incresparsi e Andrea cede letteralmente il tes-timone alla Sorè mentre la sottoscritta in pieno rigor mortis (non tanto per sfiducia verso la consanguinea acquisita ma verso il mare fascista vile e traditor) si vede già sbalzata fuori dal curdiforme mezzo di trasporto marittimo.
Ci fermiamo non lontani dalla suddetta Palmisana per qualche foto e tuffi in allegria (per non parlare del video in cui costringiamo AntonioPapi a dire 'ma tu sei una omosessuala?!' in perfetto stile film Panarea) quand'ecco che vediamo la sagoma di un dio Greco (probabilmente Apollo) stagliarsi all'orizzonte... di altrettanto divino, sotto di lui c'era il suo yacht + panfilo accanto. Si intravvedono con lui le ombre di altri membri di una famiglia di berlusconiano stampo: mamma tettona molto bionda e molto vamp, sorella tredicenne già velina inside eccecc... Pina, che nella vacanza si rivela l'adocchiatrice doc di soggetti più o meno avvenenti che saranno soprannominati in base alle scritte che avevano sulle magliette al momento dell'inquadratura oculare, sgama il marchio Tommy Hilfiger sui boxer del tipo. Che poi era Paul & Sharks, ma vabè.
III scena clou: iniziamo a vociare 'Tommiiii...Tommiiiii [causa boxer di Hilfiger, ndme]' fino a che il suddetto divino fanciullo si volta, e noi donne oche e galvanizzate, sotto gli sguardi rassegnati dei nostri Papi, gli facciamo cenno di raggiungerci. Si lancia con scatto felino.. ok, no, facciamo delfino, che magari in un contesto acquatico ci sta meglio, e con due bracciate raggiunge il nostro gommone.
Continua a sembrarci bellissimo, siamo in venerazione, ma quand'ecco che le nostre certezze iniziano a vacillare...
Vabè. Intanto scopriamo che è italiano, il che va sempre bene. Poi inizia la tiritera: 'E' vostro il gommone?' - 'No, affittato'- 'Ah beh...proprio slavo, mamma mia'- 'Il mio papi giocava nell'NBA, mia sorella è alta 1.75, io 1.98 (nonostante la sua odiosità trapelasse da tutti i pori, al sentire questa frase abbiamo ripreso tutte e 4 istantaneamente a sbavare), ho dato diritto amministrativo che ti fa capire molte cose della burocrazia, neh (eh...già. Perchè siccome noi siamo notoriamente delle ignoranti, devi spiegarcele tu ste cose no?!)...' Insomma, un simpaticone. Nonostante ciò noi donne per niente superficiali, inebriate dalla sua prestanza, lo invitiamo per quella sera stessa a uscire con noi. Meta, l'abbastanza celebre Carpe Diem. Lui accetta praticamente subito. 'Che strano, un figo del genere che non se la tira?!? Qui qualcosa non quadra...' :-|
E quella sera.
Quella sera al ristorante dell'albergo, AndreaPapi fa le public relescions per la Sorè e per Pina (chi c'era capirà...), quand'ecco che verso mezzanotte, in concomitanza con le prime gocce di pioggia, andiamo tutti in centro all'incontro con Andrea. Andrea l'altro, il figo spaziale un po' tanto pariolino. Ehm ehm... all'appuntamento ci si presenta davanti un sacramento di 2 metri, quello sì, ma gobbo, flaccido e coi capelli pettinati alla Ken (di Barbie), con tanto di riga di lato... Diciamo...un incrocio fra Simon Le Bon e Pippo. Ora è chiaro il perchè non se la tirasse. GLOMP. Ma ciaooooo, Andreaaaa!!!! Come dici? Vuoi che raggiungiamo gli altri figli di pap...ehm, tuoi amici per bere qualcosa insieme?!? Ma ceeeeerto!! ri-GLOMP.
Ci sediamo al bar con loro, io e Pina decidiamo di entrare nel club dei JackDaniels addict per dimenticare.
IV scena clou: Pina said (a bassa voce obviusli) : 'Ma come c'è venuto in mente di ordinare sta cosa imbevibile?!?' - 'Ma chenneso, bevi e basta!'
Comunque la compagnia si rivela piacevole, la seconda puntata di pattinaggio sul porfido un po' meno.
E ora si va al Carpe Diem, locale in del lungomare di Hvar, famoso per l'happy hour in costume ballando sui tavoli. Peccato che sia anche un localaccio di merda in cui l'ingresso non è a pagamento ma i buttafuori fanno loro stessi una balzana selezione senza alcun criterio condivisibile. Anzi, l'unico criterio è che se sei italiano (o anche italiana, non crediate) ti faccio entrare per ultimo. O aspettare qualche lustro. Magari sotto la pioggia.
V scena clou: Gruppo di 10 fuori dal carpe diem; i primi 4 entrano quasi subito non si sa per quale grazia divina, i reduci tra cui la Prinzi restano in prima linea ad attendere, con l'ombrello della Prinzi teso in alto a voler riparare la truppa dalla pioggia (anche se faceva tanto guida turistica in gita scolastica) , facendosi passare davanti tutti i croati dal collo taurino e le croate dalle schiene scoperte mentre Velia (amica dal crine setoloso, ma very simpa e very griffata, del Pariolo) sclerava e quel rachitico biondiccio inutile del buttafuori faceva finta di essere sordocieco.
Dopo quasi un'ora (e diversi litri d'acqua in testa) i restanti entrarono in un locale invivibile, piccolo, con musica orrenda da cui fortunatamente si dileguarono poco dopo (frattanto a me era tornato il mal di pancia, che cacacazzo vè? :D ).
giorno 5: Battisti è un'istituzione. il Carpe Diem no.

Devastati dalla giornata precedente, arriviamo sonnolenti e scaglionati (o al posto della prima A ci va una O...?) in piscina e trascorriamo una piacevole giornata in perfetto revival anni '80 (a ritmo di o-zone e nanananananannajeeee -hit croata che la sorè ha prontamente scelto come nuova suoneria trash del suo cellulo) . L'ambientazione è quella classica di film stile Sapore di sale e, per l'appunto, Panarea. Mancava solo Jerry Calà.Partita di pallavolo coi marchigiani cercando di creare incontri utili fra la mia ufficiale fidanzata (pina) e Ellas (soprannominato così per via della sua maglietta), ma niente di fatto. In compenso la palla pesava 45 kg e abbiamo avuto i polsi rotti per due giorni, altro che Mimì.

Quella sera la Sorè dà prova evidente del suo invidiabile Merteuilianismo e tiene alto lo stendardo del gruppo. Prima dell'ora X, invasione in piscina (tanto per cambiare) a cantare tuttoBattisti, e sprazzi di Baglioni passando per Ligabue e le solite, immancabili canzoni di lotta (che da quest'anno in poi comprendono anche l'amato popopopo). ;-) Io e la sorè ci esibiamo poi nel guccinianissimo Farewell e nella rituale 'In un giorno di pioggia' dei Modena. Lei è il mio adorabile jukebox personale. 
I scena clou: Sorè: "Ma perchè la Guardia Giurata mi guarda e ride?!" Papi Panareo: "E lo sanno tutti... Lo sa pure mi' nonno a Napoli!"
Frattanto noi girelliamo per Hvar mentre PapiAndrea fa il romantico con la tardona e finiamo nuovamente al Carpe Diem. Qui replay delle scene pessime della sera prima, una fra tutte il buttafuori rachitico che a un ragazzo che protestava per l'attesa ha risposto "Sei italiano?!? Vattene al Billionaire, allora!" con conseguente lancio stizzito da parte del connazionale in questione della sigaretta contro quel pirla. Piccati e oltraggiati dalla stupidità di un deficiente che non sa nemmeno accogliere degnamente la fetta di turisti che garantisce loro il sostentamento, ci incazziamo come bisce e ce ne andiamo. Nella mezz'ora di fila, comunque, incontro divertentissimo con un mio collega di uni che ovviamente in giro per Bologna non avevo mai beccato. E dire che anche lui frequenta l'Irish!! :-S
II scena clou: Pina: "Quel buttafuori lo odio! Lo odio!! Lo prenderei a taccate nel cervello!!!" [uazuaz]
Fine serata con Love, Ste e panareo a bere qualcosa e chiacchierare dell'escursione di gruppo prevista per l'indomani a Bol, nell'isola di Brac. Speriamo non piova! (le ultime parole famose...)
[to be continued]
IO BLOGGO LA MIA VACANZA CON
Diario di bordo (e tras-bordo) delle magnifiche 4
part one
Arieccomi qua, pronta a deliziare chi vorrà con i racconti delle nostre rocambolesche quanto divertentissime vacanze in Croazia! Ovviamente rimando anche ai blog di due delle mie inimitabili compagne di viaggio Sorè e microcoinquilina, quando si decideranno ad aggiornare. Innanzitutto un pensiero proprio per loro, le amiche di (s)ventura: che vi volessi bene lo sapevate, ma questo viaggio è stata una conferma di quanto con voi ci si possa divertire anche se piove 4 giorni su 7 e si è afflitte dai peggiori malanni... eh sì, fra stitichezza, 'cose nostre' e mal di testa accompagnati da fedeli nausee, ci siamo aggiudicate il premio come Gruppo Lazzaretto 2006! Prima classificata ovviamente la sottoscritta, autoribattezzatasi protomartire delle vacanze d'oltremare.
Poichè il buon giorno si vede dal mattino, la mattina prima di salpare (e sottolineo prima) la Prinzi vomita l'anima, per poi scoppiare di salute per tutta la durata del breve viaggio Pescara - Starigrad. Ma andiamo per ordine...
Giorno 1: AAA CERCASI GAETANO DISPERATAMENTE
Pronte ragazze?! Sì dai, partiamo, yeah! Già al momento dell'imbarco iniziano le sfighe fantozziane che ci perseguiteranno fino al rientro. Infatti, per uno scambio dovuto ai cognomi simili, Stefania si ritrova con la carta d'imbarco di tal Gaetano D. ! E lì inizia la ricerca di colui che appropriatosi indebitamente dell'identità della mia coinquilina preferita deve restituirci la benedetta carta! Sulla nave la ricerca continua senza successo, incontriamo agghiacciate i sosia di tutti i nostri amici, seduti accanto a noi abbiamo un gruppo di napoletani che mette il radioregistratore a palla proponendoci Gigi Finizio e Gianluca Capozzi, e oramai ci rassegnamo alla scomparsa del fantomatico Gaetano. Ma nulla accade per caso, e così Gaetano ci perseguiterà per tutta la durata della vacanza. Infatti ce lo ritroviamo nella lista del medesimo tour operator, sullo stesso pullman che ci ha portate da Starigrad a Hvar, e infine nello stesso albergo. Ma non riusciamo ancora a capire chi cavolo sia! Nel mentre in albergo le mitiche quattro vengono separate al momento dell'assegnazione delle stanze... sakti e tammy spedite nel complesso Tamaris (d'altronde per una tamarra, come Paco definì Ste, è l'ideale....), la Prinzi e la sua fidanzata pinuz in quello Mimoza. Qui faranno amicizia con due deliziosi microgattini che Silvia ribattezzerà Figo e Spaziale. Ora vi chiederete, e se non ve lo chiedete ve lo dico io: come mai le stanze vengono assegnate in questa maniera balzana? Ma è chiaro, due stanze vicine non sono disponibili, perchè di una delle due stanze si è appropriato indebitamente... ma sì, proprio lui... Gaetano! Ma chi minchia è sto Gaetano?!?
scena clou: Stefi in reception che per farsi capire dai croati sfingiformi, scandendo le parole dice: "Ma qui c'è scritto che questa stanza è per Gaetano D.! Io non sono Gaetano!" (inutile dire che da quel momento in poi stefania non si chiamerà più stefania ma Gaetano).
A cena ci convinciamo di averlo scovato... le quattro gendarmesse si dirigono verso di lui, un figuro alto e pelato vestito in rosa shocking con un accento marchigiano devastante, puntandogli l'indice contro e dicendogli: "Tu sei Gaetano!". Lui prova a convincerci di chiamarsi JESSY. Pensi che siamo così cretine?!? Che razza di nome è Jessy?!?! (in seguito ci mostrò la carta d'imbarco e ... si chiamava così per davvero). [segue foto con jessygaetano quando le girls me la passeranno, che io non ce l'ho]
L'iperattività da primo giorno di Stefy e Vero è controbilanciata dalla narcolessia devastante di Silvia e Pina, che le accompagnerà per tutto il soggiorno. Anche perchè ora iniziano i malanni... Favoriti da cene very internescional a base di pane mais e patate, visto che per tutto il resto il pelo sullo stomaco che vantiamo non era sufficiente. Però, ho rivalutato il gelato al pistacchio.
Segue giretto per la cittadina di Hvar, bella e caratteristica. Paesaggi suggestivi e parecchie salite. Grasse risate, che continueranno per tutta la durata della vacanza. Almeno l'autoironia è il nostro forte. ;-)

Giorno 2: Oh... LO VEDI CHI C'E'?! :D
Il secondo giorno parte con la colazione che per rifarsi quanto più possibile agli standard italici verterà su qualocsa di vagamente simile a piccole brioches ciungose... Sempre meglio delle salsicce galleggianti nell'acqua gelatinosa o delle uova strapazzate (che però la coraggiosa Sorè assaggerà, per poi comunicarci che -glomp- erano dolci...). Inizia la seconda fase di sofferenze fisiche per la Prinzi, che non regge l'abbarbicamento sulle rocce a fini abbronzatori (sotto un sole pressochè inesistente, tra l'altro) e in preda a nausee devastanti si rintana in camera,con pina che la segue mentre vevve e ste vanno a zonzo per Hvar. Il primo temporale del soggiorno si avrà quella sera stessa, che è anche la sera della conoscenza coi romani, attempati compagni di viaggio che si riveleranno degli amici carinissimi. Li ribattezzeremo Papi (uno era laziale e perfino del Fascio, l'altro la copia conforme all'attore di Panarea, alto moro col capello lungo leccato che scioglie solo 'nei momenti belli' - e so' parole sue - ) in quanto ci adotteranno con dedizione paternesca, per quanto Fascioman si sarebbe trombato la Sorè benvolentieri, e non facesse nulla per nasconderlo. I papi saranno anche responsabili dell'averci inculcato il tormentone 'Visto chi c'è?..Lo vedi?', pronunciato nella proverbiale cadenza romana. Eh sì... a fine viaggio parliamo un mix di romanesco marchigianizzato che non è nienteniente male. Sgosh.
scena clou: io e la Sorè, appurato l'orientamento politico del romanaccio, iniziamo a cantare a squarciagola Contessa dei MCR e l'Internazionale nel pieno centro di Hvar. Fortuna che non ci conoscono. Ma sarebbe stato lo stesso.
La sera dell'uscita coi papi è anche la sera in cui la Prinzi temporaneamente ripresasi dall'agonia mattutina inizia a tremare e battere i denti dal freddo sotto il diluvio e fra una scivolata e l'altra sul porfido bagnato (maledette infradito) si fa cogliere da una simpatica colichetta epatica. Buscopan e buonanotte. Domani sarà, un giorno migliore vedrai. (L'importante è crederci).
Giorno 3: Supposte di Glicerina & Macedonie Volanti
Bel tempo del menga! Basta, andiamo a fare un giro. Dove si va? Alla Fortezza di Hvar, ovviamente! Camminata in salita per niente ripida (antifrasi) col mio stomacuzzo sempre in crisi mistica e l'intestino in letargo. Stefania capiva il mio dolore appieno, pina si apprestava a soffrire con noi. La Sorè invece è sempre più uoma anche in questo. Mangiamo un paninazzo mollicoso sul cocuzzolo della Fortezza, foto e fotine sparse, scendiamo di nuovo verso la civiltà. Tutti in piscina mentre la prinzi fa conoscenza approfondita con le piastrelle tutte del bagno della sua stanza, avendo avuto modo di osservarle per ore. a momenti alterni si guarda di profilo nello specchio e vede una panza tesa degna di una donna gravida almeno almeno da marzo. Il resto del gruppo sarà poi raggiunto in piscina dove PapiFascista è in compagnia dell'amichetta conosciuta in loco (tardona di turno, testè separata e vogliosa di godersi la movida appieno) e del suo pestifero figlio seienne che innamoratosi di stefi decide di demolire psicologicamente noialtre. O Bimbo maledetto, vuoi provare forse le mie suppostine di glicerina per adulti?
Di sera scatta l'attentato al cameriere dal naso a rampa di lancio, ribattezzato per ovvie ragioni Rampa (questa sono io che lo riproduco)
. Il caro soggetto da ben due giorni a cena ci faceva girare i maroni con la sua ingiustificata spocchia da slavo di merda... non aveva ancora appurato la regola n.1: mai mettersi contro di noi. E quindi, mentre gli attentatori fra Londra e New York fortunatamente fallivano, noi mettevamo a segno un'aggressione memorabile. La Prinzi mente diabolica, la Sorè il braccio, soccorse dalle leggi infallibili della fisica creavano una catapulta infernale che fa una pippa a quella di Holly e Benjii.
scena clou: il simpatico Rampa si è ritrovato con camicia e pantaloni insozzati da una pappetta a base di macedonia e budino. Il video chiarirà eventuali dubbi sulla dinamica del'azione.
E' la sera di San Lorenzo, ma optiamo per fare bordello nelle stanze d'albergo (e la narcolessia, tra le altre cose, imperversa). Due giorni dopo, comunque, ho visto lo stesso un paio di stelle cadenti. Croate. Sono più belle quelle italiane, sia chiaro. ;-)
[to be continued...]
IO BLOGGO LA MIA VACANZA CON
Stadio Adriatico - Pescara, 6 Agosto 2006:
"...Oriali fa rima con mondiali... ma se fate un piccolo sforzo, anche Gattuso fa rima con mondiali...il mediano, in campo come nella vita, gioca e dà il tutto per tutto... così, se perde, perde di poco e a testa alta, ma il più delle volte, proprio perchè ha combattuto... vince..."
Una vita da mediano, da uno che si brucia presto
perchè quando hai dato troppo devi andare e fare posto...
Una vita, da mediano, lavorando come Oriali
Anni di fatiche, botte e vinci, casomai i mondiali...
e mò...
ecchite qua!!! :D





...'spetta che arrivo !!!!!