ciclochiuso

Chi sono

Blogger: PrincisulPipi
La degna alter ego di Lucy Van Pelt con tratti notevoli del giovane Holden fatto mangajapan

Archivio

oggi
--- 2006 ---
--- 2005 ---

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
martedì, 24 ottobre 2006


Gli ostacoli del cuore

C’è un principio di magia fra gli ostacoli del cuore

Che si attacca volentieri fra una sera che non muore

E una notte da scartare come un pacco di natale

C’è un principio di ironia nel tenere coccolati i pensieri più segreti

E trovarli già svelati e a parlare ero io

Sono io che li ho prestati

Quante cose che non sai di me

Quante cose che non puoi sapere

Quante cose da portare nel viaggio insieme

C’è un principio di allegria fra gli ostacoli del cuore

Che mi voglio meritare anche mentre guardo il mare

Mentre lascio naufragare un ridicolo pensiero

Quante cose che non sai di me

Quante cose che non puoi sapere

Quante cose da portare nel viaggio insieme

Quante cose che non sai di me

Quante cose devi meritare

Quante cose da portare nel viaggio insieme

C’è un principio di energia che mi spinge a dondolare

Fra il mio dire e il mio fare

E sentire fa rumore

Fa rumore camminare fra gli ostacoli del cuore

Quante cose che non sai di me

Quante cose che non puoi sapere

Quante cose da portare nel viaggio insieme

Quante cose che non sai di me

Quante cose che non vuoi sapere

Quante cose da portare nel viaggio insieme

 

Solo questo, per ora. Che la vita 'qua fuori' chiama a gran voce.

Silvia

postato da: PrincisulPipi alle ore 18:18 | link | commenti (38)
categorie: introspettiva, canzoni e canzonette
giovedì, 12 ottobre 2006

presa per sfinimento

[per il ciclo: amenità connesse a inspiegabili e inenarrabili ragioni del cuore]

(...)
There's no doubt 'bout you
in my heart now sad woman, take it slow
and it'll work itself out fine.
All we need is just a little patience.
Sad sugar, make it slow
and we'll come together fine.
All we need is just a little patience.
I sit here on the stairs,
'cause I'd, I'd rather be alone.
If I can't have you
right now, I will wait,
dear sometimes I get so tense,
but I can't speed up
the time you know love
is one more thing to consider

sad woman, take it slow
and it'll work it
self out fine.
All we need is just a little patience.


Questa è dei Guns'n'Roses, anche se a quanto pare anche il nuovo singolo dei redivivi Take That si chiama così: Patience.


Che tutto passi è inevitabile. Rompe discretamente, se ci si pensa, ma è così. E' tra l'altro un pessimo palliativo quando ti trovi nelle situazioni ingarbugliate. Però mi ricordo di quello che era e di quello che è: è stato in ogni campo un dare e avere, al momento grossi deficit non ce ne sono. Mi chiedo solo se sia possibile, e se sì come, colmare lo iato lasciato dalla frattura del cuore spezzato. Ma non è come credete :-) eppoi ho degli amici stupendi, e non è poco.

"all I need is just a little patience :-)"
postato da: PrincisulPipi alle ore 03:35 | link | commenti (8)
categorie: canzoni e canzonette, microchip emozionale
lunedì, 02 ottobre 2006

an honest mistake

Che non è solo la canzone dei Bravery che mi fa sbroccà.

Rimetti piede in quel di Firenze e una volta tanto ti senti sciolto da ricordi e implicazioni, e ti godi la passeggiata nelle viuzze piene di negozi e giapponesi iperattivi con le loro digitali alla mano, e stai bene così. Che spendi 20 euro per un tramezzino tisico, una coca cola e un caffè, sglompeggi un attimo ma poi fai spallucce. Che è sempre splendida,  ma inaridita dalle folle vestite da tedeschi (o sarà che per la maggior parte sono crucchi per davvero), e infatti mi ricordo che Santa Croce la preferivo alle 2 di notte, chè un po’ riesci a sentirla tua e non di tutti e nessuno.

Che ogni tanto le insonnie notturne sono giustificate da eventi che un po’ di sorriso te lo fanno venire.E ti fanno conseguentemente venire immani dubbi perché ti sembra disumano illuderti, dopotutto.

 E seguono giornate deliziose. Frappè al rum che di rum hanno ben poco, aperitivi di festeggiamento e foto improbabili. E concerti di cui ricordi il caldo allucinante, le luci accecanti e canzoni che comunque trovi belle. Anche se gli Afterhours dal vivo hanno perso un po’ di smalto, e li preferivo quando erano meno sofisticati e meno finto rockettari. Per quanto sorbirsi un loro concerto con Taff da una parte e il socio alle tue spalle che te li demoliscono e si lamentano perché:

- "i violini non si sentono" (Taff)

- "manco il sassofono" (Taff)

- "il chitarrista è ridicolo" (Taff e Socio in sterofonia)

- "ho pagato 10 euro per sentire sta roba qui" (Taff)

-"ma il tastierista è un uomo o una donna?" (Taff ha serie difficoltà nel distinguere i generi, si era piazzata una punkabbestia davanti a lui ed era convinto che fosse un uomo che tentava di abbordare Ste)

-"socia sei troppo alta e non vedo" (socio)

-"sembrate le sorcine del 2000" (Taff a me e Stefi che cantiamo MalediMiele)(che poi non avevi detto che ti sembravano i Pooh?! cosa c'entra Renato Zero?!)

-"ora ho capito perché non avevo mai ascoltato gli Afterhours" (socio)

…è decisamente poco consigliabile, oltre che molesto.

 

Comunque, l’Estragon è sempre l’Estragon. E tra qualche ora ricomincia l’ennesima settimanadimmerda.
sabato, 23 settembre 2006

compleanni and co.

Tanti auguri Cecì!
 

 Ieri sera, festino casalingo very amusing chez CecìetMimmo, fra fiumi di vino, tigelle e quant’altro. Ritorno a Bologna, meta Villa Serena, per la conclusione della serata. Vi amo tutti, anche se poi rosico quando vedo ballare la pizzica e il massimo che riesco a produrre è una shakerata malriuscita. Vabbè.

Cecilia sei grande, davvero, non dimenticherò le belle cose che mi hai detto in macchina a cuore in mano e il modo in cui mi hai tenuto la mano, quasi materno, infinitamente colmo di affetto e di significati. Che ci siamo viste due volte, pur leggendoci da tanto, e ogni volta ho la sensazione di essere ‘piena’ di qualcosa, puntualmente qualcosa di bello. Grazie per avermi dato la possibilità di rivedere te e il mitologico Mimmo, che da mitologico diventerà mitico e poi anche leggendario, e convengo con te che hai il marito perfetto. Ho già voglia di rivedervi!

 
Stefà, sei la mia microcoinquilina preferita, ma già lo sai :)

Sorè, tu sei la Sorè e punto. E i legami di sangue non sono mica ciufoli.

Socio, con te facciamo i conti dopo :P però avevi una bella camicia, muahuahuahuah!

Taff, so che mi odi a prescindere, però hai buoni gusti musicali, il che ti salva in corner ;)

 

Ed è stato bello conoscere tutti gli altri. Che ogni tanto anche Lucy Van Pelt è melensa mode on.

Buon Compleanno, e guarda caso sto ascoltando quella canzone, omonima, di Irene Grandi, che secondo me è veramente bella, ma tanto. Evoca tanti ricordi di qualche anno fa, ricordi idealizzati che rendono la suddetta song ancora più bella di quel che è. Ma tant’è che oggi mi sento di condividere anche questo.

Sarà che è il compleanno di un’altra persona speciale, e il cuore si strizza sempre un po’ al pensiero di ciò che poteva essere. Anche se probabilmente non sapremo più parlarci (stile Samantha e Andrea in quel pezzostrizzabudella del Guccio).

giovedì, 07 settembre 2006

Per ogni giorno caduto dal cielo
e capitato bene o male a terra
con la tua guerra che non c'è chi perde
nè però chi vince
Per ogni amore sbagliato d'un pelo
oppure perso giocandolo a morra
o atteso in coda col tuo numerino
e sei il solo a non spingere
Per ogni ora passata in campo
e non ti sporchi neanche la maglietta
Ci vuol sudore e un minimo di cuore
se non vuoi lo zero a zero
per ogni passo strisciato, stanco
e, nel frattempo, tutto il resto è fretta
e la scelta è o resti fuori
o corri per davvero
C'è chi corre e chi fa correre
e c'è chi non lo sa
io so solo che, io so solo che
Quando tocca a te
quando tocca a te
quando tocca a te
tocca a te
Per ogni schiaffo avuto e da avere
e non ti restano più guance da offrire
e quella mano sempre troppo uguale
che non sai evitare
Per ogni storia andata a finire
nel modo che fa sempre sbadigliare
e in questa festa sei nell'angolino
e non vuoi disturbare
c'è chi sceglie e chi fa scegliere
e c'è chi non lo sa
io so solo che, io so solo che
Quando tocca a te
quando tocca a te
quando tocca a te
tocca a te
Quando tocca a te
quando tocca a te
quando tocca a te
tocca a te

postato da: PrincisulPipi alle ore 16:35 | link | commenti (7)
categorie: canzoni e canzonette
lunedì, 04 settembre 2006

(avoja se pesa)

"Passo le notti nero e cristallo a sceglier le carte che  giocherei

a maledire certe domande che forse era meglio farsi mai..."

 

e mò ve la racconto io, una maestosa storia che d'amore non è, una storia di atarassie costanti ed entusiasmi passeggeri, sporadiche emozioni, e frequenti turbinii testicolari. Una storia che a volte pesa come un cielo di sabbia e cartone da reggere con le vostre proprie manine medesime, una storia che non ha trovato una definizione, una storia che non si può definire un insuccesso eppure non ne siamo ancora venuti a capo.

Tutto questo...n'altra volta, chè mò c'ho troppo sonno e domani è una giornata di merda. Sappiate solo che era Novembre, e nel mio sangue scorrevano diverse pinte in meno di Guinness. I mojitos erano già parecchi.

postato da: PrincisulPipi alle ore 00:30 | link | commenti (13)
categorie: canzoni e canzonette, microchip emozionale
sabato, 26 agosto 2006

...C'è come un lampo d'ironia
Che aggiusta il naso tra gli occhiali
E son tornati tutti uguali
I giorni qui che via per via...

da 'Zolletta (Lettera a Enzo G. Baldoni)' di Alessio Lega

Sono già trascorsi due anni dalla notizia della morte di Baldoni. Ricordo che già la notizia del suo sequestro mi colpì molto perchè lo conoscevo come giornalista e quant'altro e tra l'altro seguivo i suoi blog (all'epoca era quello su baghdad , io stessa -ma non conta- ne avevo un altro). Non sono certo io quella più adatta a ricordarlo perchè qui ci sono diverse persone che hanno la precedenza su di me.

Comunque, visto che a rendere omaggi sono imbranata, ho preferito postare qui stralci di canzoni che sono state scritte per lui, fra cui quella che Bersani (non il ministro, eh) ha inserito nel suo ultimo album uscito qualche mese fa. Il testo all'ascolto non mi ha fatto impazzire, però è orecchiabile, sembra una ballata, e mi ritrovo spesso senza quasi accorgermene a canticchiarla. E poi, è il gesto che conta no? Io l'ho trovato significativo.

(...) Ho lasciato la mancia al boia, sai quanto mi servisse
un orologio Bulova
se il tempo lo scandiva la mia tosse
tanto che poi in cambio ottenni acqua
e un sorriso che pensai
fosse un rischio persino per lui
per capirmi è necessaria la curiosità di Ulisse
di viaggiare in solitaria
vedendo il mondo per esistere...

E chissà che poi non capita che ad uccidermi
sia per caso la pallottola amica di un marine
ma se chi dovrebbe darti aiuto respinge il tuo saluto cosa fai?
bestemmi o preghi il dio del vetro andando marciandietro via dai guai
e vai all’inferno
che la differenza in fondo non ci sta (...)

(...) Finalmente un po’ di musica
ma che nostalgia di quando avevo preso la chitarra elettrica e l’ho data via
chissà se gli errori del passato sono ancora adesso in garanzia
e se mi verrà mai perdonato il fatto che non fossi a casa mia
un bacio a tutti, fate sogni belli e pochi brutti
i miei occhiali si son rotti
ma qualcuno un giorno se li metterà
e a occhi semichiusi
attraverserà posti distrutti
e silenziosi

da "Occhiali rotti", Samuele Bersani

 

 

postato da: PrincisulPipi alle ore 16:18 | link | commenti (19)
categorie: canzoni e canzonette, microchip emozionale
giovedì, 29 giugno 2006

mentre viaggi, pensi alla meta. poi alcune volte succede che la meta la perdi di vista, e quindi decidi di apprezzare il viaggio. sembrerebbe un po' la filosofia del 'chi si accontenta gode'... invece magari è proprio così. dico magari, perchè tutti noi siamo portati a edulcorarci la realtà, a seconda di come si presenta.

I could have it so much better.

sabato, 10 giugno 2006

...e forse qualche Dio non ha finito con te.

...Quelli come me, si svegliano alle 3, e dicono che i giorni sono corti...

Sarà la temperatura che ha subito una nuova impennata, ma oggi mi sento rimbambita a livelli epici. Sono quattro notti consecutive che rientro a orari improponibili e due notti che dormo dalle 13 alle 14 ore senza soluzione di continuità. E sto pure sul depresso. Quindi questo post non so come mi uscirà, sinceramente non so nemmeno cosa ci scriverò, comunque confido nella vostra comprensione. :-)

Sono stata al mio ottavo concerto di Ligabue, giovedì scorso, al dall'Ara, e come sempre è stata un'emozione di quelle belle, di quelle squassanti, di quelle che te le senti davvero addosso. E dentro. Nonostante le tre maglie che indossavo sentivo la pelle accapponarsi a ogni nota, a ogni parola, ogni canzone mi riportava alla mente qualcosa e nel contempo provavo qualcosa di nuovo, sincero, sublime e inaspettato. Nel momento in cui il caro Luciano ha intonato L'amore conta, chicca del suo ultimo album, ho per l'ennesima volta pensato che nelle parole di questa canzone (che non è la prima volta che cito su questo blog) ci sia la vita dentro. Ho sempre ritenuto il Liga, oltre a uno dei miei artisti preferiti, uno che senza fartene accorgere ti spiattella in faccia delle grosse verità. Ok, sembrerà esistenzialismo spicciolo, saranno anche cose banali, ma se un artista riesce a scuoterti così, beh... è riuscito nel suo intento, secondo me. E' questo l'importante, è quello che sa darti, che sa suscitarti. E' il palesarsi dell' empàtheia, per dirlo in maniera dotta.

L'amore conta...L'amore conta, conosci un altro modo per fregar la morte?

Nessuno dice mai, se prima o se poi, e forse qualche Dio non ha finito con noi...

L'amore conta... L'amore conta, e conta gli anni a chi non è mai stato pronto...

Nessuno dice mai che sia facile, e forse qualche Dio non ha finito con te... L'amore conta.

Che poi, va detto che a 'Il giorno di dolore che uno ha' e a 'Quella che non sei', mi stava venendo da piangere davvero, ma mi sono contenuta per non essere sfottuta a vita dai miei amici.

Ieri sono poi stata al limite dello 'zombesco', ho rinunciato a un weekend genovese (nel quale avrei rivisto un po' di amici tra cui la cara Sorè) per pigrizia e nonsochè, ho concluso la giornata al Ca' de Mandorli, cantando 'Dammi una lametta che mi taglio le vene' e 'Sono bugiarda' di Caterina Caselli, congelando nonostante tutto, e quasi appiedata (visto che conosco taaaanti cavalieri che sarebbero disposti a tutto pur di dare uno strappo a una gentile pulzella come la sottoscritta. Eh, come no...!  ). Arrivata a casa, camomilla di rito (miele e vaniglia of course) con lo sguardo perso nel vuoto, solite riflessioni paranoiche sul senso della vita. Seduta sul letto col mio sexissimo pigiama con la scritta 'bonita senorita' mi struccavo random pensando a quante belle cose avrei dovuto-voluto-potuto  fare oggi.

E' più forte di me, questo gioco d'amore

Si può solo guardare come va a finire...

Invece mi sono svegliata mentre la gente normale è al caffè del dopopasto, che per me è stato quello della colazione, ho messo su a palla Just like a pill di Pink e superato il momento di crisi post risveglio ho preso coscienza (mentre continuavo a tossire allietando le mie amate consorelle) del fatto che, certe volte, non c'è nulla che ti eviti di farti sentire una merda. Instead of making me better, you're making me ill.

C'è un posto dentro te che tieni spento... E' il posto in cui nessuno è entrato mai,

Quella che non sei.

martedì, 06 giugno 2006

Aggiornamenti mongoliferi (non MONGOLFIERI, che avete letto?!?)

Sono l'unica pirlA (e lo so che il sostantivo è neutro ma io voglio usarlo come femminile di pirlo) che a giugno si becca una pseudo bronchite. Ovviamente il giorno in cui si toglie l'esame dalle balle. Ma io:

devo andare in palestra!!
devo uscire!!
devo ANDARE A VEDERE IL LIGA!!!! ...Spero che l'8 sera non mi si riversi sulla capoccia tutto il Po in condensescion.

Ci si legge presto. Che sono riemersa, credo.

ps: sto rivalutando di brutto Samantha di Guccini (maestro). Tanto che mi sta venendo voglia di andare a Milano solo per vedermi un tramonto. Alternativo, no? E comunque, la marlboro di alibi che si accende il tipo mi sa molto di deja vu (la sottoscritta essendo non fumatrice utilizza come unico alibi il ravanaggio compulsivo nella borsa o la lettura fintadisinvolta del quotidiano. E voi che alibi usate di solito quando siete imbarazzati? Dite dite! ).

update: procedo con l'aggiornamento del linkaggio, che di recente ho scoperto tanti blogs carucci...
postato da: PrincisulPipi alle ore 18:31 | link | commenti (25)
categorie: news, canzoni e canzonette