Gli ostacoli del cuore
C’è un principio di magia fra gli ostacoli del cuore
Che si attacca volentieri fra una sera che non muore
E una notte da scartare come un pacco di natale
C’è un principio di ironia nel tenere coccolati i pensieri più segreti
E trovarli già svelati e a parlare ero io
Sono io che li ho prestati
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da portare nel viaggio insieme
C’è un principio di allegria fra gli ostacoli del cuore
Che mi voglio meritare anche mentre guardo il mare
Mentre lascio naufragare un ridicolo pensiero
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da portare nel viaggio insieme
Quante cose che non sai di me
Quante cose devi meritare
Quante cose da portare nel viaggio insieme
C’è un principio di energia che mi spinge a dondolare
Fra il mio dire e il mio fare
E sentire fa rumore
Fa rumore camminare fra gli ostacoli del cuore
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da portare nel viaggio insieme
Quante cose che non sai di me
Quante cose che non vuoi sapere
Quante cose da portare nel viaggio insieme
Solo questo, per ora. Che la vita 'qua fuori' chiama a gran voce.
Silvia
è il risultato di mattinate trascorse a ronfare e inizi di pomeriggio impegnandosi a cercare un senso da dare alla giornata.
oggi sono uscita di casa alle 17 e 30, incontrando gli impiegati stravolti che si avviavano verso casa, e mi vergognavo del mio avere voglia di un cappuccino con brioche per dare il via alla mia giornata. Non si fa così, proprio no. Da domani cambio ritmi.
Che passare le nottate sorseggiando tisane e guardando improbabili film è tanto bello (se in giusta compagnia) quanto tristemente deprimente, se un po' fai mente locale a quanto avresti da fare, da dire e da pensare; e poi subito accantoni il pensiero, rifugiandoti sotto le tue adorate lenzuola rosse che profumano di vaniglia.
Maledetta cappa di umidità. Voglio l'autunno, quello senza pioggia, che porta con sè quel bel freschetto e qualche nuvola, che non ti fa sudare, che ti fa venire quelle malinconie belle e sane delle quali non puoi fare a meno.
Se nel post precedente parlavo dei rumori intollerabilmente adorabili del traffico di Bologna, è ovvio che fossi ignara di quanto stesse per abbattersi su di me: tubature del bagno in via di disintegrazione e necessità di smantellare tutto. [Viva la manutenzione]. Soprattutto perchè devo abitarci io, e io rischiavo di morire annegata tra le perdite d'acqua. Solo che ora dalle 8 di mattina fino al pomeriggio inoltrato vanno di trapano anche se la sensazione che ho io è di avere un martello pneumatico nel cranio. Mi fanno male le orecchie e la testa.
Incontro il simpatico muratore nel corridoio e soprattutto lui si imbatte nelle mie mise più improbabili. Poveretto. La fuga è d'ordinanza, girello come una trottola fra biblioteche e aule studio e mi cerco occupazioni da brava massaia fuori casa, anche se mi piacerebbe assai starmene in cucina a spadellare. Eh sì, perchè anche la cucina è okkupata. Devono mettere un tubo nonsodove per far passare nonsocosa in maniera nonsoquantopiùagevole... Evvabbè.
Stefania c'ha le asme e i suoi bronchi chiedono pietà. Per questo ed altro, da domani ci ridurremo a tornare in palestra. Noi. Le anticriste del sacrificio fisico. Che oggi ho anche incontrato il personal trainer argentino e non sapendo che cacchio dirgli gli ho rifilato un sorriso a 128 denti pensando che non è così brutto. E mi sono ricordata di quell'egiziano che insegna spinning che da buon extracomunitario (detto senza tono polemicamente razzista, giuro) aveva deciso di innamorarsi di me, promettendomi solennemente come pegno d'amore di non farmi più schiattare su quella biciclettina infernale (ovvio che da quel momento in poi io non andai più al corso di spinning).
Ieri sera è ricominciata la pseudostagione all'Irish, abbiamo rivisto un po' della solita gentaglia ( e che gentaglia...), m'è venuta voglia di innovarmi e cambiare giro di locali, ah, e il socio ha tirato il pacco. Almeno fino a che, mosso a compassione (o non so bene da cosa), si è deciso a venire a salutarci con galloz. Ho bevuto una vodka pesca lemon e mezzo, e devo dire che tutto sommato ho fatto bene a trascorrere un'estate da semi astemia (a parte in Croazia, ma lì non si poteva rifiutar). Però, sono sicura che il mal di testa di oggi dipende dal trapano.
In termini più generici, oggi volevo dire che odio la sensazione dello spreco, che sia di tempo, denaro o energie. E anche lo spreco di materiale emotivo, mi fa incazzare davvero. O il trucco sta, a posteriori, nel non considerare nulla come uno spreco, o bisogna pensarci prima.
Una mia cara ex amica, la conobbi anni fa.
Quando io e uno dei miei storici ex ci lasciammo con gli annessi spargimenti di sangue che qualcuno ricorderà, ci legammo tantissimo. Lei è davvero in gamba, e intelligente. Unico problema: pazza da legare. Ma dapprincipio pensavo fosse solo una sopra le righe...un po' come me, diciamo.
Insomma sta di fatto che nel momento in cui mi presentò un suo amico per consolarmi e questo iniziò a battermi i pezzi si incazzò come una iena- e decise in pratica di tagliarmi fuori dalla sua vita coinvolgendo in questo tiro mancino un'altra sua amica (un'altra che finchè ero fidanzata mi adorava, che ora è l'unica a far comunella con lei, ed è di uno stucchevole da catechismo e alleluja delle lampadine, e mi viene da pensare che la solitudine faccia veramente brutti scherzi). All'inizio mi dissi che era stato l'effetto stono delle sue azioni sniffologiche molto poco politically correct, ora non saprei; è passato tanto tempo, era autunno se non erro...e lei sta per compiere 29 anni. Tipico comportamento da 29enne, convengo.
Mi chiedo ancora come mai da quando sono single le donne mi odiano, eheheheh (risata satanica)
Non c'è alcun valido motivo per rovinare una vera amicizia; a meno che non sia vera amicizia.
In quel caso, sticazzi.
=> sticazzi [me par evidente]
Ciò che è fuori, è anche dentro; e ciò che non è dentro, non è da nessuna parte. Per questo non serve viaggiare.
Se uno non ha niente dentro, non troverà mai niente fuori.
È inutile andare a cercare nel mondo quello che non si riesce a trovare dentro di sé.
(Tiziano Terzani)
Sto pensando spesso, in questi giorni di vacanza mentale (proprio nel senso che la mente s'è svuotata, anche se sto ricominciando a riempirla di pensieri socialmente utili), al senso del viaggiare; mi sono detta che non voglio diventare vecchia e morire senza aver visto tutto, o quantomeno tutto il possibile. Una città a caso, Domodossola: ci sono forse dei motivi che spingono una persona che non ha legami con Domodossola di tipo radicale o parentale a passarci? Forse no; io ci sono passata diverse volte in treno andando in Francia, ma non mi sono mai fermata. Non ho mai pensato: "va che scendo a prendermi un cappuccino a Domodossola". Sbagliato! Io voglio vedere anche Domodossola! C'è qualcosa che non ho visto e che mi tornerà alla mente nel momento più impensato, o magari mi verrà in aiuto, per una qualche associazione di idee, chi può dirlo? Non voglio perdere niente, voglio dire sempre sì. Perchè tutto dà senso a quello che si fa... anche fermarsi a Domodossola senza motivo. Che poi penserete che mi sono fissata con Domodossola, e non è così, ovvio, era un esempio. Oltremodo la mia mente non proprio sanissima tende a entrare in loop con certi discorsi, e chi mi conosce un minimo lo sa; con niente potrei iniziare una lunghissima saga sui 100 motivi per cui visitare Domodossola. Che poi lo stesso discorso potrebbe valere anche per una città come Chieti, per la quale peraltro passano molti meno treni.
Per viaggiare alla grande, dunque, è sufficiente avere qualcosa dentro di sè il cui riscontro va cercato in quello che si vede attorno; e per viaggiare basta veramente poco (io ad esempio con la mente viaggio di continuo, infatti sono-sembro?- tendenzialmente distratta e rintronata); oppure serve molto (tempo, soldi, contingenze favorevoli), quando si parte davvero, per scoprire. E se qualcosa che brilla dentro c'è, ed è solitamente multiforme, ti consente di dare un senso di logicità e appagamento anche a un viaggio finalizzato al cazzeggio cazzone come quello che ho narrato negli ultimi post.
Il problema è ora definire questo qualcosa... mi viene in mente Un matto, di De Andrè, il suo tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole...
Io per certi versi mi sollazzo nella mia presuntuosa consapevolezza di riflettere, riflettermi, capire e cogliere nel segno; però risulto dannosa per me stessa, nel mio contorcermi, elucubrare, autocondizionarmi; certe volte penso che dev'esserci stato un break even point nella mia crescita, che mi ha indotto a vedere determinate cose sempre e solo in un'ottica latentemente contorta.
Ciò che mi terrorizza, è che dato che di solito ho ragione, magari ci ho preso anche stavolta.
E come fo a studiare serena (per non dire vivere)?
Sono molto espansiva ed estroversa, certo, eppure altrettanto riservata e discreta su molto altro; non smetto mai di fare progetti, ma li tengo per me. Per poi sentirmi dire che sono abulica come la maggior parte dei giovani (che poi le generalizzazioni mi fanno partire il grumo al cervello). Abulica perchè, perchè non vengo a farvi la lista delle mie idee geniali, dei miei progetti e delle mie aspirazioni? Sarà che i piccoli sogni, le speranze, è meglio custodirle gelosamente per evitare che subiscano la contaminazione del giudizio altrui, troppo spesso affrettato e puntualmente errato?
E' un momento particolare per me, un giro di boa negli studi; sto riflettendo tanto e, tornando al discorso iniziale, voglio fare le scelte migliori senza rinunciare a niente; perchè non c'è nessun buon motivo per cui io debba precludermi delle possibilità. I miei genitori invece pensano che nel mio cervello ci sia tabula rasa perchè mi vedono sempre ridanciana e godereccia con gli amici o immersa nei miei scritti o nelle mie letture poco condivisibili (passo dai Peanuts a Dostojewskij con facilità, e al massimo scuotono la testa dicendosi che ci vuoi fare, è stranetta...). Come se non fossi a conoscenza delle mie scadenze, dei miei impegni, delle piccole tempeste che nell'immediato futuro mi toccherà affrontare. E' una colpa non piagnucolare ogni 2x3? A quanto pare sì, perchè equivale a non avere nulla in mente.
Io sono sempre stata, in famiglia, il genio sregolato, quella intelligente sì ma che studia il giusto, che ha il suo caratterino tutto pepe, ma che però ha sempre ottenuto il massimo dei voti e non ha mai preteso la discoteca a 15 anni. Non che sia una colpa pretenderlo, ma a me semplicemente non interessava, per la loro gioia. Così come fioccavano gli elogi a ogni uscita dei quadri, fino ai cazzo di 100/100.
Ma ora no. Dovrei tenerli al corrente su ogni passaggio della mia vita, quando ormai la mia vita è altrove, e mi trovo continuamente dinanzi a bivi e prendere decisioni su due piedi è scontato, basarmi sulle mie valutazioni e accorgermi di non aver agito poi così male è solo compito mio. Star con loro nel periodo estivo mi fa rimpiangere l'indipendenza che loro stessi mi hanno garantito. E sentirmi tacciare di negligenza poi, questo proprio no. Pigra sì, a voja. Ma ho un cervello che schiuma.
Per far rilassare un attimo la prof cattocomunista invasata (mia madre), oggi le ho mostrato un po' delle scartoffie che sto tirando giù per predisporre le basi del mio lavoro dei prossimi mesi (quelli decisivi). Lei si è rilassata, io mi sono pentita di aver già condiviso la mia piccola creatura che prendeva forma. Se però glielo faccio notare, sono io quella contorta ergo sono io che mi complico la vita.
Ora io mi chiedo: ma quel cazzo di Candido di Voltaire non se lo coltivava da solo il suo orticello?!?!?!
Mi sa che il migliore dei mondi possibili è passato di moda.
... Dove si va
Come si fa
A stringere la vita
Intanto fuori scoppia la notte
Dove si va
Come si fa
Se vivere da queste parti
È come tirare a sorte ...
mentre viaggi, pensi alla meta. poi alcune volte succede che la meta la perdi di vista, e quindi decidi di apprezzare il viaggio. sembrerebbe un po' la filosofia del 'chi si accontenta gode'... invece magari è proprio così. dico magari, perchè tutti noi siamo portati a edulcorarci la realtà, a seconda di come si presenta.
I could have it so much better.
Ultimamente come si sarà notato la mia celeberrima (come no...) bulimia scrittoria sta cedendo il passo alla strana mania esibizionista di postare le conversazioni esiliranti su msn... quelle che quando le rileggo penso: che tonna insuperabile sum?! ma le ho scritte proprio io quelle cose?! ma quanto sono mitica? Ecco, per l'appunto... vorrei porre l'accento su questo botta e risposta tra me e danilo, laddove il mio botta è uno dei miei monologhi sotto effetto stono, mentre la sua risposta è davvero geniale, la sintesi ultima ed estrema, nonchè la chiave di lettura della situazione. E mi ha fatto rotolare dal ridere per 10 minuti, anche se ho dovuto ridere in apnea con un bofonchiamento andante di sottofondo, dato che sono leggermente congestionata. leggermente.
(...)
zilvia dudda ravvreddada scrive:
stamattina dopo 4 ore di sonno mi sveglio...e realizzo che tra 3 gg ho l'esame
zilvia dudda ravvreddada scrive:
e in queste 2 settimane ho dormito, bevuto, ridormito, mangiato, comprato vestiti e trucchi
zilvia dudda ravvreddada scrive:
e mi rendo conto che sono una merda
zilvia dudda ravvreddada scrive:
una figlia degenere
zilvia dudda ravvreddada scrive:
e i miei genitori che pensano io sia ancora la persona sana di un paio di anni fa... non mi meritano.
zilvia dudda ravvreddada scrive:
al che prendo in mano la mia vita...e parto.
zilvia dudda ravvreddada scrive:
ma martedi mattina (per fortuna) sarò di nuovo a bologna... il dramma è che stando a bologna riprenderò a vegetare
zilvia dudda ravvreddada scrive:
è una spirale...
dan... scrive:
sembri trainspotting 8-|
Ecco... metto su Lou Reed, che è meglio. Comunque lo aspetto ancora, il mio 'Giorno perfetto'. E sarà bello a posteriori vedere che il viaggio avrà contato più della meta. E che sono le incrinature delle cose imperfette a renderle belle, perchè lasciano trapelare lo spiraglio di luce.