Che non è solo la canzone dei Bravery che mi fa sbroccà.
Rimetti piede in quel di Firenze e una volta tanto ti senti sciolto da ricordi e implicazioni, e ti godi la passeggiata nelle viuzze piene di negozi e giapponesi iperattivi con le loro digitali alla mano, e stai bene così. Che spendi 20 euro per un tramezzino tisico, una coca cola e un caffè, sglompeggi un attimo ma poi fai spallucce. Che è sempre splendida, ma inaridita dalle folle vestite da tedeschi (o sarà che per la maggior parte sono crucchi per davvero), e infatti mi ricordo che Santa Croce la preferivo alle 2 di notte, chè un po’ riesci a sentirla tua e non di tutti e nessuno.
Che ogni tanto le insonnie notturne sono giustificate da eventi che un po’ di sorriso te lo fanno venire.E ti fanno conseguentemente venire immani dubbi perché ti sembra disumano illuderti, dopotutto.
E seguono giornate deliziose. Frappè al rum che di rum hanno ben poco, aperitivi di festeggiamento e foto improbabili. E concerti di cui ricordi il caldo allucinante, le luci accecanti e canzoni che comunque trovi belle. Anche se gli Afterhours dal vivo hanno perso un po’ di smalto, e li preferivo quando erano meno sofisticati e meno finto rockettari. Per quanto sorbirsi un loro concerto con Taff da una parte e il socio alle tue spalle che te li demoliscono e si lamentano perché:
- "i violini non si sentono" (Taff)
- "manco il sassofono" (Taff)
- "il chitarrista è ridicolo" (Taff e Socio in sterofonia)
- "ho pagato 10 euro per sentire sta roba qui" (Taff)
-"ma il tastierista è un uomo o una donna?" (Taff ha serie difficoltà nel distinguere i generi, si era piazzata una punkabbestia davanti a lui ed era convinto che fosse un uomo che tentava di abbordare Ste)
-"socia sei troppo alta e non vedo" (socio)
-"sembrate le sorcine del 2000" (Taff a me e Stefi che cantiamo MalediMiele)(che poi non avevi detto che ti sembravano i Pooh?! cosa c'entra Renato Zero?!)
-"ora ho capito perché non avevo mai ascoltato gli Afterhours" (socio)
…è decisamente poco consigliabile, oltre che molesto.
E nonostante italianità e spaghettofilia che trapelano da ogni mio poro, ho deciso che ho proprio bisogno di partire, e il tanto rimandato Erasmus mi attende. Sono mesi che ci rimugino su più o meno seriamente, e ora mi son decisa, ed entro febbraio la domanda la faccio. Esperienze all'estero ne ho già avute e sono sempre stata entusiasta, eccetto i primi tre giorni trascorsi a fare la finta spavalda ma pulcinonellastoppainside.
Quindi parto, che urge cambiamento. Ovviamente non subito, chè prima la maledetta (uff) tesi mi attende. L'ultimo anno è stato necessariamente statico (per quanto la stasi del pensiero non mi appartenga più di tanto, leggi sega mentale) , e lo schiumare del mio cervellino necessita di sfoghi. Voglio dì, mica posso solo progettare di iscrivermi al corso di danza del ventre, no? (e guai a chi sfotte).
Sta a vedè che in Erasmus riprende a trombare anche una sfigata come me :P 
Tanti auguri Cecì!
Stefà, sei la mia microcoinquilina preferita, ma già lo sai :)
Sorè, tu sei
Socio, con te facciamo i conti dopo :P però avevi una bella camicia, muahuahuahuah!
Taff, so che mi odi a prescindere, però hai buoni gusti musicali, il che ti salva in corner ;)
Ed è stato bello conoscere tutti gli altri. Che ogni tanto anche Lucy Van Pelt è melensa mode on.
Buon Compleanno, e guarda caso sto ascoltando quella canzone, omonima, di Irene Grandi, che secondo me è veramente bella, ma tanto. Evoca tanti ricordi di qualche anno fa, ricordi idealizzati che rendono la suddetta song ancora più bella di quel che è. Ma tant’è che oggi mi sento di condividere anche questo.
Sarà che è il compleanno di un’altra persona speciale, e il cuore si strizza sempre un po’ al pensiero di ciò che poteva essere. Anche se probabilmente non sapremo più parlarci (stile Samantha e Andrea in quel pezzostrizzabudella del Guccio).
anche delle due ragazze volontarie in iraq nessuna novità. dei due reporter francesi, idem. almeno, in quest'occasione, il governo si sta muovendo (o ce lo sta facendo credere), coeso con l'opposizione (forza fassino siamo tutti con te). avessero fatto così anche per baldoni... tanto per non avere rimorsi, ora. e anche per provare a salvarlo, che lui non se lo meritava davvero di morire così. così come non meritavano neppure di essere rapite simona pari e simona torretta. Ora quest'associazione probabilmente alquaedista ha diffuso nel web le terribili immagini di baldoni, morto. mi rifaccio a quanto ho letto oggi su "Repubblica" e sostengo anche io che quelle immagini non andavano diffuse, nè ora vanno guardate. è un oltraggio a un povero corpo indifeso (le famose "leggi non scritte" del teatro sofocleo...) e non aggiungono nè tolgono nulla a quello che purtroppo già sappiamo. ma che cultura può essere una che non concepisce il rispetto, neppure per un povero morto. non è cultura secondo me. ok, ora si scateneranno altre 100 persone che mi diranno che "è pur sempre cultura, seppur diversa dalla nostra, e per questo sfugge alla nostra approvazione". per me una cultura, che per essere caratteristica di un popolo deve per forza nascere dal vivere insieme di un gruppo di esseri umani caratterizzati dalla stessa razza, lingua e varie, non può prescindere dal rispetto dell'altro, dalla tolleranza. e cmq sono proprio la tolleranza e il rispetto una delle maggiori conquiste di noi occidentali, ciò che ci rende in un certo qual modo "migliori" rispetto ad altre civiltà. io non sono mai stata razzista, anzi. ma chi ammonisce di "non cedere alla trappola dell'odio" mi chiede l'impossibile. il perdono è impossibile, a volte. io vi rispetto, rispetto voi, la vostra cultura. ma voi lasciatemi in pace.
la fallaci io non l'ho mai amata molto, la trovo un po' troppo fanatica dai tempi di "la rabbia e l'orgoglio". però ho letto ultimamente delle altre cose che ha detto e scritto. non amo molto il suo sparare a zero su tutto, questa sua superiorità algida e indisponente. tuttavia a conclusione di un discorso di una logica ineccepibile, ha asserito che lei ODIA questa gente così ostile a noi il doppio di quanto questi odiano la nostra civiltà. non so se avrei mai il coraggio di essere così dura (purtroppo non tutto il mediooriente è così, erano teneri i bimbi con le loro mamme che oggi manifestavano per le nostre ragazze prese a ostaggio), ma voi le dareste torto, all'oriana?
Maledetta cappa di umidità. Voglio l'autunno, quello senza pioggia, che porta con sè quel bel freschetto e qualche nuvola, che non ti fa sudare, che ti fa venire quelle malinconie belle e sane delle quali non puoi fare a meno.
Se nel post precedente parlavo dei rumori intollerabilmente adorabili del traffico di Bologna, è ovvio che fossi ignara di quanto stesse per abbattersi su di me: tubature del bagno in via di disintegrazione e necessità di smantellare tutto. [Viva la manutenzione]. Soprattutto perchè devo abitarci io, e io rischiavo di morire annegata tra le perdite d'acqua. Solo che ora dalle 8 di mattina fino al pomeriggio inoltrato vanno di trapano anche se la sensazione che ho io è di avere un martello pneumatico nel cranio. Mi fanno male le orecchie e la testa.
Incontro il simpatico muratore nel corridoio e soprattutto lui si imbatte nelle mie mise più improbabili. Poveretto. La fuga è d'ordinanza, girello come una trottola fra biblioteche e aule studio e mi cerco occupazioni da brava massaia fuori casa, anche se mi piacerebbe assai starmene in cucina a spadellare. Eh sì, perchè anche la cucina è okkupata. Devono mettere un tubo nonsodove per far passare nonsocosa in maniera nonsoquantopiùagevole... Evvabbè.
Stefania c'ha le asme e i suoi bronchi chiedono pietà. Per questo ed altro, da domani ci ridurremo a tornare in palestra. Noi. Le anticriste del sacrificio fisico. Che oggi ho anche incontrato il personal trainer argentino e non sapendo che cacchio dirgli gli ho rifilato un sorriso a 128 denti pensando che non è così brutto. E mi sono ricordata di quell'egiziano che insegna spinning che da buon extracomunitario (detto senza tono polemicamente razzista, giuro) aveva deciso di innamorarsi di me, promettendomi solennemente come pegno d'amore di non farmi più schiattare su quella biciclettina infernale (ovvio che da quel momento in poi io non andai più al corso di spinning).
Ieri sera è ricominciata la pseudostagione all'Irish, abbiamo rivisto un po' della solita gentaglia ( e che gentaglia...), m'è venuta voglia di innovarmi e cambiare giro di locali, ah, e il socio ha tirato il pacco. Almeno fino a che, mosso a compassione (o non so bene da cosa), si è deciso a venire a salutarci con galloz. Ho bevuto una vodka pesca lemon e mezzo, e devo dire che tutto sommato ho fatto bene a trascorrere un'estate da semi astemia (a parte in Croazia, ma lì non si poteva rifiutar). Però, sono sicura che il mal di testa di oggi dipende dal trapano.
In termini più generici, oggi volevo dire che odio la sensazione dello spreco, che sia di tempo, denaro o energie. E anche lo spreco di materiale emotivo, mi fa incazzare davvero. O il trucco sta, a posteriori, nel non considerare nulla come uno spreco, o bisogna pensarci prima.
E ritornai ufficialmente alla routine.
E sono contenta così. Anche se ho il cervello arrosto per l'esame di oggi pomeriggio (2 ore e mezzo di calcoli fitti e equazioni folli, e fortuna che io sono una letterata, tsk tsk).
Ma rivivermi la bolognesità mi mancava, e non c'è che dire, mi mancava pure la fauna punkabbestifera di piazza Verdi, nonchè il casino inudibile a tutte l'ore di via Irnerio.
Spero di non dovermi rimangiare quello che ho detto nel giro di pochi giorni. Ma ovvio che no.
Ora non resta che riprendere la sana strada degli happy hours e delle nottate che sei sveglio o non sarai sveglio mai. E poi dicono che Bologna non è un parco giochi... eheheheheheh.