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La degna alter ego di Lucy Van Pelt con tratti notevoli del giovane Holden fatto mangajapan

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martedì, 17 ottobre 2006

Love, actually :-)

Contesto aperitivale tra femmine di un certo livello.
Viviana s'è fidanzata: davvero non c'è più religione. Anzi, peggio, si proclama innamoratissima!
La scena è andata più o meno così:
Vivi: 'Raga, a sto giro mi sono innamorata...che posso fà?!'
Prinzi: 'ecchevvuoifà... aspetta che passi...'
(il dramma è che mi è venuta spontanea)
risate generali, mi confermo la solita acidasenzacuore.

Ieri sera ho visto su canale5 Love Actually; a parte l'indiscutibile fascino 'occhioingiù' di Hugh Grant, mi sono rifatta gli occhi con quello gnocco spaziale di Colin Firth e con Liam Neeson (in nome della mia atavica gerontofilìa). Love is all around è sempre un pezzaccio e ho goduto quando il sosia di Mirigliani sbaraglia i Blue nella classifica natalizia. Nonchè quando la ragazza cicciottella conquista il Primo Ministro Inglese (lo Hugh di cui sopra). Ho riso e pianto di cuore, sti inglesi sanno essere veramente melensamente stucchevolmente geniali a volte. E comunque, cazzarola, è un film che dice la verità.
giovedì, 05 ottobre 2006

sembra autotraining ma non lo è

Ma io sono molto meglio di come vanno le cose, e la spunterò anche stavolta, cazzo. E non ha senso avere paura dell'esterno, perchè temere l'esterno è una cazzata. Perchè l'esterno si sbatte per sembrare quello che io sono senza dovermi sforzare, e quindi vaffanculo.
Non temo quello che mi si può dire se difendo i miei diritti in questa giungla di università, non temo  le reazioni che possono sortire le mie prese di posizione, chè sono di una limpidezza che mi faccio spavento da sola ma anche di una forza incredibile quando c'è da tirare fuori le unghie (che mi mangio come una disperata, ma vabbè, famo a capisse). la grandezza della mia morale è proporzionale al mio successo, cantano gli afterhours. E appunto.
e almeno posso camminare a testa alta e non distogliere lo sguardo quando c'è da fare un cenno di saluto, sono fin troppo consapevole di quello che dico e faccio. e non mi fregano, nossignore.

altre news:
- non ho dormito una cippa manco stanotte. vabbè, sticazzi.
- ho iniziato il corso di danze orientali con una lezione di prova. Sono sconvolgentemente scoordinata e quando mi vedo ancheggiare allo specchio mi sento cogliona.
-cena con le mie amiche, Elena porta un tipo assai interessante che mi parla dell'Islanda facendomi venire le fregole. Poi, il cataclisma. Prinzi ignara domanda:
'Sei di Bologna Bologna?'-'No, di xxxxxx' . GLOMP. ARGH. SGURGLE!  'E mica conosci xxxxx?'- 'Ovvio, e se già mi parli di costui iniziamo male'.  'Beh, mi rifiuto di comprendere quel soggetto'- 'Penso che si sia rifiutata anche tutta la sua stirpe'.
- Mi sono accorta che ogni 3 parole o scrivo una parolaccia o emetto un verso strano.

Non sono una donna, sono un gargarismo.

[portavi la stessa maglia di quella serata assurda e magnifica. e i calzini di spugna della puma a distruggere il tutto...]
postato da: PrincisulPipi alle ore 07:06 | link | commenti (17)
categorie: news, introspettiva, microchip emozionale
lunedì, 02 ottobre 2006

an honest mistake

Che non è solo la canzone dei Bravery che mi fa sbroccà.

Rimetti piede in quel di Firenze e una volta tanto ti senti sciolto da ricordi e implicazioni, e ti godi la passeggiata nelle viuzze piene di negozi e giapponesi iperattivi con le loro digitali alla mano, e stai bene così. Che spendi 20 euro per un tramezzino tisico, una coca cola e un caffè, sglompeggi un attimo ma poi fai spallucce. Che è sempre splendida,  ma inaridita dalle folle vestite da tedeschi (o sarà che per la maggior parte sono crucchi per davvero), e infatti mi ricordo che Santa Croce la preferivo alle 2 di notte, chè un po’ riesci a sentirla tua e non di tutti e nessuno.

Che ogni tanto le insonnie notturne sono giustificate da eventi che un po’ di sorriso te lo fanno venire.E ti fanno conseguentemente venire immani dubbi perché ti sembra disumano illuderti, dopotutto.

 E seguono giornate deliziose. Frappè al rum che di rum hanno ben poco, aperitivi di festeggiamento e foto improbabili. E concerti di cui ricordi il caldo allucinante, le luci accecanti e canzoni che comunque trovi belle. Anche se gli Afterhours dal vivo hanno perso un po’ di smalto, e li preferivo quando erano meno sofisticati e meno finto rockettari. Per quanto sorbirsi un loro concerto con Taff da una parte e il socio alle tue spalle che te li demoliscono e si lamentano perché:

- "i violini non si sentono" (Taff)

- "manco il sassofono" (Taff)

- "il chitarrista è ridicolo" (Taff e Socio in sterofonia)

- "ho pagato 10 euro per sentire sta roba qui" (Taff)

-"ma il tastierista è un uomo o una donna?" (Taff ha serie difficoltà nel distinguere i generi, si era piazzata una punkabbestia davanti a lui ed era convinto che fosse un uomo che tentava di abbordare Ste)

-"socia sei troppo alta e non vedo" (socio)

-"sembrate le sorcine del 2000" (Taff a me e Stefi che cantiamo MalediMiele)(che poi non avevi detto che ti sembravano i Pooh?! cosa c'entra Renato Zero?!)

-"ora ho capito perché non avevo mai ascoltato gli Afterhours" (socio)

…è decisamente poco consigliabile, oltre che molesto.

 

Comunque, l’Estragon è sempre l’Estragon. E tra qualche ora ricomincia l’ennesima settimanadimmerda.
mercoledì, 27 settembre 2006

wind of changes

E nonostante italianità e spaghettofilia che trapelano da ogni mio poro, ho deciso che ho proprio bisogno di partire, e il tanto rimandato Erasmus mi attende. Sono mesi che ci rimugino su più o meno seriamente, e ora mi son decisa, ed entro febbraio la domanda la faccio. Esperienze all'estero ne ho già avute e sono sempre stata entusiasta, eccetto i primi tre giorni trascorsi a fare la finta spavalda ma pulcinonellastoppainside.

Quindi parto, che urge cambiamento. Ovviamente non subito, chè prima la maledetta (uff) tesi mi attende. L'ultimo anno è stato necessariamente statico (per quanto la stasi del pensiero non mi appartenga più di tanto, leggi sega mentale) , e lo schiumare del mio cervellino necessita di sfoghi. Voglio dì, mica posso solo progettare di iscrivermi al corso di danza del ventre, no? (e guai a chi sfotte).

Sta a vedè che in Erasmus riprende a  trombare anche una sfigata come me :P

domenica, 24 settembre 2006

notturno fancazzista (uh la la che novità)

Come up on differents streets they both were streets of shame
Both dirty both mean yes and the dream was just the same
And I dreamed your dream for you and your dream is real
How can you look at me as if I was just another one of your deals?

- Romeo and Juliet, Dire Straits - 
soundtrack di queste mie giornate già da un po'.


Accompagnate da arancini siciliani e una quantità illegale di saccottini alla Nutella e dolciumi vari, stanotte, dopo una tranquilla serata all'insegna della più becera bolognesità universitaria, mi sono ri-vista insieme a Verunica l'intramontabile Romeo e Giulietta di Zeffirelli.
Terrorizzata all'idea di potermi commuovere da un momento all'altro ma forte del fatto che entrambe l'abbiamo visto almeno una settantina di volte e pertanto sappiamo le battute a memoria (io faccio anche la previsione contrastiva col Romeo+Juliet, quello del '97 con DiCaprio, per capirci), ho sganassato le palle tutto il tempo trovando qualcosa da rimarcare. Del tipo che le comparse sembrano tutti albanesi, che i personaggi maschili sembrano tutti sottonutriti a giudicare dalle gambine costrette nelle meravigliose calzamaglie da giullari, e che Giulietta quando sclera per la morte del cugino Tebaldo per mano di Romeo (er mejo der Colosseo? no, non è quello, tsè) mi ricorda tanto The Ring. E comunque, quel Whiting lì è un gran pezzo di gnocco. La Hussey, ovviamente, è una donna inutile.
E io, mi sento molto Mercuzio. Che oggettivamente è il personaggio più ganzo di tutti (ma questa non è che una coincidenza).
Oltretutto oggi in un'impeto di intraprendenza ho anche tagliato i capelli da V., il parrucchiere di Miss Italia -a proposito, hanno eletto una miss Italia 2006? Non l'ho ancora vista, ma tanto fa-, che mi ha suggerito di  lavare i miei con l'acqua iperfrizzante (tipo la versione imbevibile della Guizza -che costa poco- , non so se ce l'avete presente) che sgrana meglio il capello. E non devo usare il balsamo che me li appiattisce troppo. Sarà che li ho lisci e quindi forse è meglio averli schiacciati che non come Mafalda? Vabbè.
Comunque chi vorrà vedere l'oscenità che ho ora in testa (la famosa frangia a mezzaluna, ne avevate sentito parlare? retrogradi...) può sempre richiedermi una foto pixelosa immaginariamente autografata.
(per l'ultima frase puntualizzo che scherzavo, che non si dica poi che me la tiro)(poco)
sabato, 23 settembre 2006

compleanni and co.

Tanti auguri Cecì!
 

 Ieri sera, festino casalingo very amusing chez CecìetMimmo, fra fiumi di vino, tigelle e quant’altro. Ritorno a Bologna, meta Villa Serena, per la conclusione della serata. Vi amo tutti, anche se poi rosico quando vedo ballare la pizzica e il massimo che riesco a produrre è una shakerata malriuscita. Vabbè.

Cecilia sei grande, davvero, non dimenticherò le belle cose che mi hai detto in macchina a cuore in mano e il modo in cui mi hai tenuto la mano, quasi materno, infinitamente colmo di affetto e di significati. Che ci siamo viste due volte, pur leggendoci da tanto, e ogni volta ho la sensazione di essere ‘piena’ di qualcosa, puntualmente qualcosa di bello. Grazie per avermi dato la possibilità di rivedere te e il mitologico Mimmo, che da mitologico diventerà mitico e poi anche leggendario, e convengo con te che hai il marito perfetto. Ho già voglia di rivedervi!

 
Stefà, sei la mia microcoinquilina preferita, ma già lo sai :)

Sorè, tu sei la Sorè e punto. E i legami di sangue non sono mica ciufoli.

Socio, con te facciamo i conti dopo :P però avevi una bella camicia, muahuahuahuah!

Taff, so che mi odi a prescindere, però hai buoni gusti musicali, il che ti salva in corner ;)

 

Ed è stato bello conoscere tutti gli altri. Che ogni tanto anche Lucy Van Pelt è melensa mode on.

Buon Compleanno, e guarda caso sto ascoltando quella canzone, omonima, di Irene Grandi, che secondo me è veramente bella, ma tanto. Evoca tanti ricordi di qualche anno fa, ricordi idealizzati che rendono la suddetta song ancora più bella di quel che è. Ma tant’è che oggi mi sento di condividere anche questo.

Sarà che è il compleanno di un’altra persona speciale, e il cuore si strizza sempre un po’ al pensiero di ciò che poteva essere. Anche se probabilmente non sapremo più parlarci (stile Samantha e Andrea in quel pezzostrizzabudella del Guccio).

giovedì, 21 settembre 2006

giornata glompica

Ecco... non so se la mia email è arrivata a chi doveva arrivare e sto iniziando a pensare che la mia nuova casella email sia una sòla. E io che volevo fare la studentessa trendy, mavvaccagher!
Eppoi stamattina ero tutta gasata perchè avevo sentito il suono della sveglia, ma il gasamento è durato il tempo di girarmi dall'altra parte. Ed eccomi qua. C'avevo mille cose da fare, cazzarola. E ce le ho ancora!
Quindi vado a farle.
(la mia logicità è disarmante, convenitene)(ah, mi sa che dovrò iniziare a girare armata di schiacciamosche, qualcunosaperchè).

Come bisogna fare per riprendersi dalla pigrizia strisciante? Polase? Supradyn? Una canna? (o semplicemente dormire in maniera regolare? non ditemelo, vi prego)


update: evvai oggi entra l'autunno! l'avevo dimenticato! fico! fico! fico! tiè estatedimmerda! :P
martedì, 19 settembre 2006

della morte della Fallaci

Qualcosa avrei dovuto scrivere. Ma non ne ho avuto tempo, nè voglia. Della Fallaci, pur con le dovute perplessità, ho sempre letto molto. E quando scrivevo su altri blog 'comunitari', ho parlato di lei spesso. Ho riletto proprio in questi giorni l'ultimo articolo che scrissi parlando di lei (anche se era un post più generico), datato 10 settembre 2004. Era stato ucciso da poco Baldoni, le due Simone erano ancora ostaggi, e da poco avevo letto la sua autointervista nella quale si vantava di non temere la morte, e gli effetti dolorosi e devastanti del famoso male oscuro, così come definiva la sua malattia, contrapponendosi nella sua argomentazione ad Hailè Selassiè che, intervistato da lei (quando era giovane e bella, jovanottismo), alla domanda su come si rapportasse alla morte rispose scazzatissimo: Quelle morte, quelle morte?
Vabbè, questo per elaborare in minima parte il concetto. Chissà se si sentiva pronta poi davvero. Per me no.
Comunque riporto qui l'articolo di quel 10 settembre di due anni fa, chè parecchie cose che scrissi qui le sento ancora forti e chiare, e mi amo profondamente quando rileggo le cose che riescono sempre a galvanizzarmi, nei secoli dei secoli amen.

la trappola dell'odio, una guerra di culture [Bologna, 10 settembre 2004]

anche delle due ragazze volontarie in iraq nessuna novità. dei due reporter francesi, idem. almeno, in quest'occasione, il governo si sta muovendo (o ce lo sta facendo credere), coeso con l'opposizione (forza fassino siamo tutti con te). avessero fatto così anche per baldoni... tanto per non avere rimorsi, ora. e anche per provare a salvarlo, che lui non se lo meritava davvero di morire così. così come non meritavano neppure di essere rapite simona pari e simona torretta. Ora quest'associazione probabilmente alquaedista ha diffuso nel web le terribili immagini di baldoni, morto. mi rifaccio a quanto ho letto oggi su "Repubblica" e sostengo anche io che quelle immagini non andavano diffuse, nè ora vanno guardate. è un oltraggio a un povero corpo indifeso (le famose "leggi non scritte" del teatro sofocleo...) e non aggiungono nè tolgono nulla a quello che purtroppo già sappiamo. ma che cultura può essere una che non concepisce il rispetto, neppure per un povero morto. non è cultura secondo me. ok, ora si scateneranno altre 100 persone che mi diranno che "è pur sempre cultura, seppur diversa dalla nostra, e per questo sfugge alla nostra approvazione". per me una cultura, che per essere caratteristica di un popolo deve per forza nascere dal vivere insieme di un gruppo di esseri umani caratterizzati dalla stessa razza, lingua e varie, non può prescindere dal rispetto dell'altro, dalla tolleranza. e cmq sono proprio la tolleranza e il rispetto una delle maggiori conquiste di noi occidentali, ciò che ci rende in un certo qual modo "migliori" rispetto ad altre civiltà. io non sono mai stata razzista, anzi. ma chi ammonisce di "non cedere alla trappola dell'odio" mi chiede l'impossibile. il perdono è impossibile, a volte. io vi rispetto, rispetto voi, la vostra cultura. ma voi lasciatemi in pace.

la fallaci io non l'ho mai amata molto, la trovo un po' troppo  fanatica dai tempi di "la rabbia e l'orgoglio". però ho letto ultimamente delle altre cose che ha detto e scritto. non amo molto il suo sparare a zero su tutto, questa sua superiorità algida e indisponente. tuttavia a conclusione di un discorso di una logica ineccepibile, ha asserito che lei ODIA questa gente così ostile a noi il doppio di quanto questi odiano la nostra civiltà. non so se avrei mai il coraggio di essere così dura (purtroppo non tutto il mediooriente è così, erano teneri i bimbi con le loro mamme che oggi manifestavano per le nostre ragazze prese a ostaggio), ma voi le dareste torto, all'oriana? 

[ da 'unblogormaiandatoamignotte', SC]
postato da: PrincisulPipi alle ore 02:39 | link | commenti (41)
categorie: news
giovedì, 14 settembre 2006

il mio regno per un nuovo bagno

Maledetta cappa di umidità. Voglio l'autunno, quello senza pioggia, che porta con sè quel bel freschetto e qualche nuvola, che non ti fa sudare, che ti fa venire quelle malinconie belle e sane delle quali non puoi fare a meno.

Se nel post precedente parlavo dei rumori intollerabilmente adorabili del traffico di Bologna, è ovvio che fossi ignara di quanto stesse per abbattersi su di me: tubature del bagno in via di disintegrazione e necessità di smantellare tutto. [Viva la manutenzione]. Soprattutto perchè devo abitarci io, e io rischiavo di morire annegata tra le perdite d'acqua. Solo che ora dalle 8 di mattina fino al pomeriggio inoltrato vanno di trapano anche se la sensazione che ho io è di avere un martello pneumatico nel cranio. Mi fanno male le orecchie e la testa.

Incontro il simpatico muratore nel corridoio e soprattutto lui si imbatte nelle mie mise più improbabili. Poveretto. La fuga è d'ordinanza, girello come una trottola fra biblioteche e aule studio e mi cerco occupazioni da brava massaia fuori casa, anche se mi piacerebbe assai starmene in cucina a spadellare. Eh sì, perchè anche la cucina è okkupata. Devono mettere un tubo nonsodove per far passare nonsocosa in maniera nonsoquantopiùagevole... Evvabbè.

Stefania c'ha le asme e i suoi bronchi chiedono pietà. Per questo ed altro, da domani ci ridurremo a tornare in palestra. Noi. Le anticriste del sacrificio fisico. Che oggi ho anche incontrato il personal trainer argentino e non sapendo che cacchio dirgli gli ho rifilato un sorriso a 128 denti pensando che non è così brutto. E mi sono ricordata di quell'egiziano che insegna spinning che da buon extracomunitario (detto senza tono polemicamente razzista, giuro) aveva deciso di innamorarsi di me, promettendomi solennemente come pegno d'amore di non farmi più schiattare su quella biciclettina infernale (ovvio che da quel momento in poi io non andai più al corso di spinning).

Ieri sera è ricominciata la pseudostagione all'Irish, abbiamo rivisto un po' della solita gentaglia ( e che gentaglia...), m'è venuta voglia di innovarmi e cambiare giro di locali, ah,  e il socio ha tirato il pacco. Almeno fino a che, mosso a compassione (o non so bene da cosa), si è deciso a venire a salutarci con galloz.  Ho bevuto una vodka pesca lemon e mezzo, e devo dire che tutto sommato ho fatto bene a trascorrere un'estate da semi astemia (a parte in Croazia, ma lì non si poteva rifiutar). Però, sono sicura che il mal di testa di oggi dipende dal trapano.

In termini più generici, oggi volevo dire che odio la sensazione dello spreco, che sia di tempo, denaro o energie. E anche lo spreco di materiale emotivo, mi fa incazzare davvero. O il trucco sta, a posteriori, nel non considerare nulla come uno spreco, o bisogna pensarci prima.

martedì, 12 settembre 2006

E ritornai ufficialmente alla routine.

E sono contenta così. Anche se ho il cervello arrosto per l'esame di oggi pomeriggio (2 ore e mezzo di calcoli fitti e equazioni folli, e fortuna che io sono una letterata, tsk tsk).

Ma rivivermi la bolognesità mi mancava, e non c'è che dire, mi mancava pure la fauna punkabbestifera di piazza Verdi, nonchè il casino inudibile a tutte l'ore di via Irnerio.

Spero di non dovermi rimangiare quello che ho detto nel giro di pochi giorni. Ma ovvio che no.

Ora non resta che riprendere la sana strada degli happy hours e delle nottate che sei sveglio o non sarai sveglio mai.  E poi dicono che Bologna non è un parco giochi... eheheheheheh.

 

postato da: PrincisulPipi alle ore 19:00 | link | commenti (18)
categorie: news, bolognesità eccì