Maledetta cappa di umidità. Voglio l'autunno, quello senza pioggia, che porta con sè quel bel freschetto e qualche nuvola, che non ti fa sudare, che ti fa venire quelle malinconie belle e sane delle quali non puoi fare a meno.
Se nel post precedente parlavo dei rumori intollerabilmente adorabili del traffico di Bologna, è ovvio che fossi ignara di quanto stesse per abbattersi su di me: tubature del bagno in via di disintegrazione e necessità di smantellare tutto. [Viva la manutenzione]. Soprattutto perchè devo abitarci io, e io rischiavo di morire annegata tra le perdite d'acqua. Solo che ora dalle 8 di mattina fino al pomeriggio inoltrato vanno di trapano anche se la sensazione che ho io è di avere un martello pneumatico nel cranio. Mi fanno male le orecchie e la testa.
Incontro il simpatico muratore nel corridoio e soprattutto lui si imbatte nelle mie mise più improbabili. Poveretto. La fuga è d'ordinanza, girello come una trottola fra biblioteche e aule studio e mi cerco occupazioni da brava massaia fuori casa, anche se mi piacerebbe assai starmene in cucina a spadellare. Eh sì, perchè anche la cucina è okkupata. Devono mettere un tubo nonsodove per far passare nonsocosa in maniera nonsoquantopiùagevole... Evvabbè.
Stefania c'ha le asme e i suoi bronchi chiedono pietà. Per questo ed altro, da domani ci ridurremo a tornare in palestra. Noi. Le anticriste del sacrificio fisico. Che oggi ho anche incontrato il personal trainer argentino e non sapendo che cacchio dirgli gli ho rifilato un sorriso a 128 denti pensando che non è così brutto. E mi sono ricordata di quell'egiziano che insegna spinning che da buon extracomunitario (detto senza tono polemicamente razzista, giuro) aveva deciso di innamorarsi di me, promettendomi solennemente come pegno d'amore di non farmi più schiattare su quella biciclettina infernale (ovvio che da quel momento in poi io non andai più al corso di spinning).
Ieri sera è ricominciata la pseudostagione all'Irish, abbiamo rivisto un po' della solita gentaglia ( e che gentaglia...), m'è venuta voglia di innovarmi e cambiare giro di locali, ah, e il socio ha tirato il pacco. Almeno fino a che, mosso a compassione (o non so bene da cosa), si è deciso a venire a salutarci con galloz. Ho bevuto una vodka pesca lemon e mezzo, e devo dire che tutto sommato ho fatto bene a trascorrere un'estate da semi astemia (a parte in Croazia, ma lì non si poteva rifiutar). Però, sono sicura che il mal di testa di oggi dipende dal trapano.
In termini più generici, oggi volevo dire che odio la sensazione dello spreco, che sia di tempo, denaro o energie. E anche lo spreco di materiale emotivo, mi fa incazzare davvero. O il trucco sta, a posteriori, nel non considerare nulla come uno spreco, o bisogna pensarci prima.
La Fifa punisce Matrix e Zizou. Per il difensore 2 giornate di stop e 4mila euro di multa: rientro il 6/9 a Parigi proprio contro la Francia. Per Zidane tre giornate e una sanzione di 6mila euro. La commissione: nessun insulto razzista dietro la testata. A Zurigo audizione di un'ora e mezza per il francese.[fonte:Libero]
Io non ho parole. Davvero. Presumo che chiunque abbia un minimo di sale in zucca resti quantomeno basito la metà di quanto lo sono rimasta io (perchè, si sa, io sono nazionalpopolare, ultrà nelle viscere e tremendamente di parte). Non che non paventassi ingiustizie, per carità. Ma se al povero Materazzi (e non è vittimismo, questo, cassso!!) hanno affibbiato due giornate, a quell'algerino capoccione dovevano dargliene almeno almeno QUINDICI.
E poi, ancora: la testata l'abbiamo vista tutti. E questo basta. Perchè a provocazione non si risponde, e questo lo detta il semplice buonsenso. In più, ripeto per l'ennesima volta, insulti a mamme, sorelle, genealogie intere, maledizioni e bestemmie volano da tempi ancestrali anche nei campetti più sfigati dei posti più retrogradi del globo. A sto punto, allora, tutti sono legittimati a picchiare, tirare testate, e magari aspettare l'ingiuriante di turno sotto casa con due amici armati di spranga, massì. Bell'esempio, che date. Bell'organizzazione, la Fifa. Che signore, le Roi Platini. Tu e il tuo amichetto Blatter. Altro che Moggi. Tutto sto polverone contro gli scandali italiani, come se voi foste immacolati (il che ovviamente non giustifica Calciopoli, sia chiaro).
E al turbolento Marco Materazzi, reo più che altro di precedenti non troppo onorevoli, ma in questo caso vittima forse solamente di una lingua un po' troppo linguacciuta, una pena di poco minore. Quando, ammesso e non concesso che la provocazione ci sia stata (lui ha sempre smorzato di molto la situazione, ergo ci atteniamo alle dichiarazioni di quel verme pelato di Zizou che potrebbe benissimo aver calcato la mano per difendersi, o ancora ci rifacciamo alle interpretazioni del labiale di qualche traduttore cerebroleso), nulla avrebbe autorizzato Zidane a comportarsi così. Nulla. Non un Pallone d'Oro. Non un fuoriclasse che giocava la sua ultima partita. Non alla finale dei Mondiali. Visto che, il suddetto stinco di santo, a France '98 si macchiò ugualmente di colpe (contro un arabo, se non erro), per non parlare dell'autunno 2000, quando giocava ancora nella Juve, in Champions contro l'Amburgo (capocciata anche lì, cartellino rosso e 5 giornate di squalifica). Basti guardare il trattamento dei nostri: abbiamo visto dare 4 giornate a DeRossi per una gomitata, e, ancora, ricordare il polverone inaudito che si sollevò per una sputazza di Totti, nel 2004, a tal Poulsen (o come caspita si chiamava lui). E ora, guarda guarda, si rischia la canonizzazione di Zizou...
Se andiamo avanti di sto passo, inizieranno a dare pene decennali ai morti, dopo gli omicidi.
La giustizia, la temperanza, sono optional. Anzi, utopie. Di cosa cazzo dovrei fidarmi, se anche queste inezie vengono stravolte? E basterebbe usare la logica... Quella della civiltà però, non quella del denaro e del pariamoci il culo chè tanto siamo amici.
Prendano esempio dall'Italia, una volta tanto. Che per quanto il marcio nel nostro campionato ci sia (...o quantomeno c'è stato), giocatori provenienti da squadre coinvolte hanno dimostrato che il calcio può ancora essere bello e emozionare. Quello giocato nel campo, almeno: quello che è sempre più raro, per capirci.
Ed è solo uno spaccato di realtà, purtroppo.
Questo mondo fa schifo. Mi fate schifo, col cuore.
(comunque i campioni del mondo per 4 anni siamo e restiamo noi, tiè!)
update: che fossi un genio lo si sapeva [modestia], ma spulciando su libero ho letto che Morello ha pensato le stesse identiche cose che ho pensato io... ulteriore conferma dell'inconfutabilità. leggete, va'...
"Il mio caso, in breve, è questo: ho perduto ogni facoltà di pensare o parlare coerentemente su qualsiasi argomento"
Hugo Von Hofmanstal, Lettera di Lord Chandos
Proprio ieri, aggirandomi per uno dei megastraipersuperfantasmagorici centri commerciali che spuntano come funghi, ciascuno con la pretesa di essere più figo e fornito e innovativo e attraente di quello precedente, ho provato il solito collaudato senso di fastidio e repulsione già dopo essere entrata nel terzo negozio di abbigliamento di fila, ovviamente identico a quello di fianco, nonchè a quello della stessa catena, che trovi nel centro città. E' l'effetto più devastante della globalizzazione... Ma a livello emotivo, mi viene da prendere a badilate il prossimo quando vedo le allegre famigliuole del terzo millennio invasarsi per passare un bel sabato pomeriggio al centro commerciale, senza tralasciare nemmeno la cena dalla tavola calda che profuma di gas tossici e l'ovvio dopo cena al multisala che propone tutti i film per tutti i gusti, tant'è che alla biglietteria tutti si salutano e si dirigono verso la sala prescelta (evviva la coesione familiare). Dico, ma una bella passeggiata nel centro città, o per il corso della cittadina, l'incontro dei visi noti (eventualità altamente improbabile se entri in un fottutissimo centro commerciale), la sosta nel bar che dà sulla piazza... dove sono finite?! e perchè siamo rimasti in pochi a sentirne la mancanza, soprattutto?
(So che è un discorso scontato è banale, cmq dopo updato che avrei un altro paio di riflessioni al riguardo)
Update (ora di cena dello stesso giorno) :
Ovvio che il concetto di 'piazza' come luogo di ritrovo è più sentito in un contesto medio piccolo cittadino, che non nella metropoli. Ma penso che in fondo il trito detto 'Tutto il mondo è paese' non sia del tutto fuori luogo, e anche la città più grande nel suo piccolo consente di trovare i propri riferimenti. Io stessa, nel centro di Bologna, che tanto piccola non è, e che cmq ha come essenza il fatto di essere popolata perlopiù da noi fuori sede [che ne costituiamo l'anima nonchè la ricchezza, a dispetto di chi accusa il popolamento selvaggio di studenti come un abbrutimento della città... ma questa è un'altra storia] ho il mio entourage di negozi e visi noti, nonchè di vicinato (cacacazzo). Ma il culto dell'agorà inteso come modo di rapportarsi agli altri senza tralasciare i rapporti umani è un argomento che mi preme abbastanza. Mi è stato obiettato che la suddetta idea di agorà è stata solo modificata ma non è sparita... E si è modificata palesandosi proprio in un ambiente come il web, che in quanto baluardo mediatico della contemporaneità consente di usare i mezzi di comunicazione come luoghi (seppur virtuali) di ritrovo fra persone che iniziano (paradossalmente, ma non troppo) ad ambientarsi e ad affezionarsi coltivando comunque rapporti umani. Ora da qui potrebbe partire la mia diatriba sul fatto che chiunque usi internet come mezzo di comunicazione, riferendomi alle chat (utilizzate magari dai plebei :P ) passando per i forum fino ad arrivare ai blog, [questi ultimi (modestamente) utilizzati da chi ha qualcosa da dire, o cmq da chi ritiene di averne] sia sostanzialmente pervaso da una vena di egocentrica pazzia, che può essere latente ergo sintomo di intelligenza vivace, ma può anche essere borderline o morbosa. Ne parlerò un'altra volta, anyway. Quindi per farla breve, l'agorà così come riproposta nel web non si discosta molto dal concetto di villaggio globale, antitetico ma complementare a quello 'dispersivo' e per certi versi agghiacciante di globalizzazione.
Ma la perdita di interesse nel rapporto umano è ahimè palesata anche nel so-called villaggio globale... Che altro non è che una proiezione, magari fantasiosa e sopra le righe, di uno spaccato di realtà. Il cinismo che governa i rapporti umani (e non lo dico per riempire il post di paroloni, ma è proprio così, e il dramma è che tutti sono in grado di prenderne atto ma ci sarebbe da terrorizzarsi), rapporti a mio avviso pressochè inesistenti, visto che prevale comunque l'idea di ottenere qualcosa da qualcuno, e non l'intento di privilegiare l'interazione come arricchimento, non è altro che una variante del principio che porta a passare pomeriggi, che dico, giornate intere (argh!!!!) nei centri commerciali. E' tutto tristemente serializzato, come l'acritico buonismo che ci governa... e i giudizi, sono come i prodotti che ci propinano i negozi tutti uguali delle grandi catene... serializzati, standard. Non si tenta di capire l'altro nella complessità, ma a un dato comportamento si fa corrispondere in maniera del tutto arbitraria un giudizio partito a cavolo da non si sa dove.
Questo non per guardare dall'alto le meschinità altrui, anche io ho la mia buona dose di meschinità di serie e nonostante il mio ego planetiforme non arriverei mai a tanto, ma mi rendo conto che troppo spesso ci si ritrovi 'catalogati' nelle categorie che gli altri hanno stabilito, o meglio 'hanno subito', e per questo motivo spesso si incorre nel fraintendimento e si equivocano le azioni, nonchè i fatti. A mio avviso, farsi categorizzare è un atteggiamento da sfigati. Bisognerebbe sempre partire dal presupposto che dobbiamo scegliere e non farci scegliere... proprio come si fa con un paio di jeans.
Che lo spirito critico sia con voi....
Sapete quei film del cazzo, ma talmente del cazzo, ma di cui senti così tanto parlare che dici: "Vabbè ora me lo vedo così posso pronunciarmi anche io"?
L'alternativa sarebbe quella di parlarne senza sapere la trama, ma non ho intenzione alcuna di iscrivermi a Miss Italia, sicchè... 
Ebbene.
Ieri sera passo da Blockbuster con la mia amica, in cerca di un dvd poco impegnativo. Ma poco, eh! Qualcosa di romantico? Si, dai, facciamo le top girls! 'Io ho letto il libro di tre metri sopra il cielo', asserisce la mia amica, dottamente. 'Ah,mi ha detto quella mia amica che studia cinema che è un film tristissimo...però davvero bello!' , asserisco io, distrattamente. 'Eh, si, finisce male in effetti. Però c'è quel figo di Scamarcio!'. Io: 'Ma che cazzo di nome è Scamarcio?! Vabbè... ma poi chi è? Ahhhh ho capito, quello che ha fatto anche L'uomo perfetto... bellino quel film lì! Lui non mi piace, sembra una triglia.Comunque se ti va possiamo vedercelo sto film...Così, curiosità...'
Rapido e immancabile sguardo dell'indecisione che ci lega da 8 anni suonati di amicizia...
'Vediamocelo!' ...asseriamo incoscientemente.
Posso postumamente asserire che:
1) E' il film più BUIO, INUTILE E SCONNESSO degli ultimi anni.
2) Ora capisco perchè è stato davvero poco pubblicizzato e se non era che la colonna sonora è Sere Nere di Tiziano Ferro non lo conoscevano nemmeno quelli che con noncuranza guardano i trailer alla tv mentre mangiano pane e nutella (...eccomi, PRESENTE!!!)
3) Scamarcio non è figo per niente e comunque non posso troppo pronunciarmi perchè lo vedevo sempre al buio pesto. Se proprio volevate risparmiare sulla realizzazione di sto film (e qui mi allaccio ai punti precedenti) , risparmiate sui copyright del soundtrack e metteteci le musiche dei Ragazzi Italiani (tanto il livello quello è), ma per favore LE LUCIIIIIIIIIII 
4) La protagonista femminile è un'insulsa mignottella fighetta di cartavetro sto par di maroni. Isterica.
5) Finisce di merda, ma non più di merda di come inizia e di come si svolge. Nonchè di come è stato realizzato.
6) Non guardatevelo, se proprio sbavate dietro a Scamarcio da brave top girls affittatevi L'uomo perfetto che almeno fa ridere.
7) Chi studia cinema, di film non capisce una mazza. ne capisco di più io. e ho detto tutto. (non me ne vogliano quelli che ne capiscono sul serio e lo studiano perchè lo capiscono)