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La degna alter ego di Lucy Van Pelt con tratti notevoli del giovane Holden fatto mangajapan

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giovedì, 07 settembre 2006

sgrunt

Mi so' svegliata ovviamente sul rincojonito andante.
E sono incazzatissima per ieri sera. Non posso perdere la salute per questi qui, non posso.
Ah, comunque: non per vantarmi, ma io l'avevo detto che Donadoni non andava bene.
Poi: oggi devo studiare, tanto, ma tanto, devo concentrarmi, devo essere attiva, invece ho voglia solo di stare sotto le coperte (facciamo lenzuola, che fa caldo) a fregarmene degli eventi e del tempo che passa. Voglia di fancazzismo o stavo depressivo latente?
Non lo so. So solo che non posso permettermelo perchè devo togliermi dalle palle st'esame, per iniziare a tesare in santa pace. Ma non è che l'inizio, comunque.
E comunque i francesi sono tutti dei negracci. Oh. Che poi è comunque meglio di essere come Ribery o come quel portiere che sembra pure lui una riserva della Compagnia dell'Anello.
venerdì, 25 agosto 2006

Ciò che è fuori, è anche dentro; e ciò che non è dentro, non è da nessuna parte. Per questo non serve viaggiare.
Se uno non ha niente dentro, non troverà mai niente fuori.
È inutile andare a cercare nel mondo quello che non si riesce a trovare dentro di sé.

(Tiziano Terzani)

Sto pensando spesso, in questi giorni di vacanza mentale (proprio nel senso che la mente s'è svuotata, anche se sto ricominciando a riempirla di pensieri socialmente utili), al senso del viaggiare; mi sono detta che non voglio diventare vecchia e morire senza aver visto tutto, o quantomeno tutto il possibile. Una città a caso, Domodossola: ci sono forse dei motivi che spingono una persona che non ha legami con Domodossola di tipo radicale o parentale a passarci? Forse no; io ci sono passata diverse volte in treno andando in Francia, ma non mi sono mai fermata. Non ho mai pensato: "va che scendo a prendermi un cappuccino a Domodossola". Sbagliato! Io voglio vedere anche Domodossola! C'è qualcosa che non ho visto e che mi tornerà alla mente nel momento più impensato, o magari mi verrà in aiuto, per una qualche associazione di idee, chi può dirlo? Non voglio perdere niente, voglio dire sempre sì. Perchè tutto dà senso a quello che si fa... anche fermarsi a Domodossola senza motivo. Che poi penserete che mi sono fissata con Domodossola, e non è così, ovvio, era un esempio. Oltremodo la mia mente non proprio sanissima tende a entrare in loop con certi discorsi, e chi mi conosce un minimo lo sa; con niente potrei iniziare una lunghissima saga sui 100 motivi per cui visitare Domodossola. Che poi lo stesso discorso potrebbe valere anche per una città come Chieti, per la quale peraltro passano molti meno treni.

Per viaggiare alla grande, dunque, è sufficiente avere qualcosa dentro di sè il cui riscontro va cercato in quello che si vede attorno; e per viaggiare basta veramente poco (io ad esempio con la mente viaggio di continuo, infatti sono-sembro?- tendenzialmente distratta e rintronata); oppure serve molto (tempo, soldi, contingenze favorevoli), quando si parte davvero, per scoprire. E se qualcosa che brilla dentro c'è, ed è solitamente multiforme, ti consente di dare un senso di logicità e appagamento anche a un viaggio finalizzato al cazzeggio cazzone come quello che ho narrato negli ultimi post.

Il problema è ora definire questo qualcosa... mi viene in mente Un matto, di De Andrè, il suo tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole...

Io per certi versi mi sollazzo nella mia presuntuosa consapevolezza di riflettere, riflettermi, capire e cogliere nel segno; però risulto dannosa per me stessa, nel mio contorcermi, elucubrare, autocondizionarmi; certe volte penso che dev'esserci stato un break even point nella mia crescita, che mi ha indotto a vedere determinate cose sempre e solo in un'ottica latentemente contorta.

Ciò che mi terrorizza, è che dato che di solito ho ragione, magari ci ho preso anche stavolta.

E come fo a studiare serena (per non dire vivere)?

Sono molto espansiva ed estroversa, certo, eppure altrettanto riservata e discreta su molto altro; non smetto mai di fare progetti, ma li tengo per me. Per poi sentirmi dire che sono abulica come la maggior parte dei giovani (che poi le generalizzazioni mi fanno partire il grumo al cervello). Abulica perchè, perchè non vengo a farvi la lista delle mie idee geniali, dei miei progetti e delle mie aspirazioni? Sarà che i piccoli sogni, le speranze, è meglio custodirle gelosamente per evitare che subiscano la contaminazione del giudizio altrui, troppo spesso affrettato e puntualmente errato?

E' un momento particolare per me, un giro di boa negli studi; sto riflettendo tanto e, tornando al discorso iniziale, voglio fare le scelte migliori senza rinunciare a niente; perchè non c'è nessun buon motivo per cui io debba precludermi delle possibilità. I miei genitori invece pensano che nel mio cervello ci sia tabula rasa perchè mi vedono sempre ridanciana e godereccia con gli amici o immersa nei miei scritti o nelle mie letture poco condivisibili (passo dai Peanuts a Dostojewskij con facilità, e al massimo scuotono la testa dicendosi che ci vuoi fare, è stranetta...). Come se non fossi a conoscenza delle mie scadenze, dei miei impegni, delle piccole tempeste che nell'immediato futuro mi toccherà affrontare. E' una colpa non piagnucolare ogni 2x3? A quanto pare sì, perchè equivale a non avere nulla in mente.

Io sono sempre stata, in famiglia, il genio sregolato, quella intelligente sì ma che studia il giusto, che ha il suo caratterino tutto pepe, ma che però ha sempre ottenuto il massimo dei voti e non ha mai preteso la discoteca a 15 anni. Non che sia una colpa pretenderlo, ma a me semplicemente non interessava, per la loro gioia. Così come fioccavano gli elogi a ogni uscita dei quadri, fino ai cazzo di 100/100.

Ma ora no.  Dovrei tenerli al corrente su ogni passaggio della mia vita, quando ormai la mia vita è altrove, e mi trovo continuamente dinanzi a bivi e prendere decisioni su due piedi è scontato, basarmi sulle mie valutazioni e accorgermi di non aver agito poi così male è solo compito mio. Star con loro nel periodo estivo mi fa rimpiangere l'indipendenza che loro stessi mi hanno garantito. E sentirmi tacciare di negligenza poi, questo proprio no. Pigra sì, a voja. Ma ho un cervello che schiuma.

Per far rilassare un attimo la prof cattocomunista invasata (mia madre), oggi le ho mostrato un po' delle scartoffie che sto tirando giù per predisporre le basi del mio lavoro dei prossimi mesi (quelli decisivi). Lei si è rilassata, io mi sono pentita di aver già condiviso la mia piccola creatura che prendeva forma. Se però glielo faccio notare, sono io quella contorta ergo sono io che mi complico la vita.

Ora io mi chiedo: ma quel cazzo di Candido di Voltaire non se lo coltivava da solo il suo orticello?!?!?!

Mi sa che il migliore dei mondi possibili è passato di moda.

... Dove si va
Come si fa
A stringere la vita
Intanto fuori scoppia la notte
Dove si va
Come si fa
Se vivere da queste parti
È come tirare a sorte ...

giovedì, 20 luglio 2006

Indignata è un eufemismo

La Fifa punisce Matrix e Zizou. Per il difensore 2 giornate di stop e 4mila euro di multa: rientro il 6/9 a Parigi proprio contro la Francia. Per Zidane tre giornate e una sanzione di 6mila euro. La commissione: nessun insulto razzista dietro la testata. A Zurigo audizione di un'ora e mezza per il francese.[fonte:Libero

Io non ho parole. Davvero. Presumo che chiunque abbia un minimo di sale in zucca resti quantomeno basito la metà di quanto lo sono rimasta io (perchè, si sa, io sono nazionalpopolare, ultrà nelle viscere e tremendamente di parte). Non che non paventassi ingiustizie, per carità. Ma se al povero Materazzi (e non è vittimismo, questo, cassso!!) hanno affibbiato due giornate, a quell'algerino capoccione dovevano dargliene almeno almeno QUINDICI.

E poi, ancora: la testata l'abbiamo vista tutti. E questo basta. Perchè a provocazione non si risponde, e questo lo detta il semplice buonsenso. In più, ripeto per l'ennesima volta, insulti a mamme, sorelle, genealogie intere, maledizioni e bestemmie volano da tempi ancestrali anche nei campetti più sfigati dei posti più retrogradi del globo. A sto punto, allora, tutti sono legittimati a picchiare, tirare testate, e magari aspettare l'ingiuriante di turno sotto casa con due amici armati di spranga, massì. Bell'esempio, che date. Bell'organizzazione, la Fifa. Che signore, le Roi Platini. Tu e il tuo amichetto Blatter. Altro che Moggi. Tutto sto polverone contro gli scandali italiani, come se voi foste immacolati (il che ovviamente non giustifica Calciopoli, sia chiaro).

E al turbolento Marco Materazzi, reo più che altro di precedenti non troppo onorevoli, ma in questo caso vittima forse solamente di una lingua un po' troppo linguacciuta, una pena di poco minore. Quando, ammesso e non concesso che la provocazione ci sia stata (lui ha sempre smorzato di molto la situazione, ergo ci atteniamo alle dichiarazioni di quel verme pelato di Zizou che potrebbe benissimo aver calcato la mano per difendersi, o ancora ci rifacciamo alle interpretazioni del labiale di qualche traduttore cerebroleso), nulla avrebbe autorizzato Zidane a comportarsi così. Nulla. Non un Pallone d'Oro. Non un fuoriclasse che giocava la sua ultima partita. Non alla finale dei Mondiali. Visto che, il suddetto stinco di santo,  a France '98 si macchiò ugualmente di colpe (contro un arabo, se non erro), per non parlare dell'autunno 2000, quando giocava ancora nella Juve, in Champions contro l'Amburgo (capocciata anche lì, cartellino rosso e 5 giornate di squalifica). Basti guardare il trattamento dei nostri: abbiamo visto dare 4 giornate a DeRossi per una gomitata, e, ancora, ricordare il polverone inaudito che si sollevò per una sputazza di Totti, nel 2004, a tal Poulsen (o come caspita si chiamava lui). E ora, guarda guarda, si rischia la canonizzazione di Zizou...

Se andiamo avanti di sto passo, inizieranno a dare pene decennali ai morti, dopo gli omicidi.

La giustizia, la temperanza, sono optional. Anzi, utopie. Di cosa cazzo dovrei fidarmi, se anche queste inezie vengono stravolte? E basterebbe usare la logica...  Quella della civiltà però, non quella del denaro e del pariamoci il culo chè tanto siamo amici.

Prendano esempio dall'Italia, una volta tanto. Che per quanto il marcio nel nostro campionato ci sia (...o quantomeno c'è stato), giocatori provenienti da squadre coinvolte hanno dimostrato che il calcio può ancora essere bello e emozionare. Quello giocato nel campo, almeno: quello che è sempre più raro, per capirci.

Ed è solo uno spaccato di realtà, purtroppo.

Questo mondo fa schifo. Mi fate schifo, col cuore.

(comunque i campioni del mondo per 4 anni siamo e restiamo noi, tiè!)

update: che fossi un genio lo si sapeva [modestia], ma spulciando su libero ho letto che Morello ha pensato le stesse identiche cose che ho pensato io... ulteriore conferma dell'inconfutabilità. leggete, va'...

venerdì, 12 maggio 2006

sulle ultime

- E' stato eletto Napolitano, e ci fa piacere;

- si è sciolto il CdA della Juventus, e ci fa meno piacere; forse ora un po' mi vergogno di essere juventina fino al midollo, ma sono loro che hanno rovinato il buon nome della vecchia Signora, nonchè il blasonato stile Juve; se ci retrocedono, forse si verificherà ciò che mai credevo fosse possibile: potrei farmi prendere da un down da retrocessione e diventare romanista. Ma 17 anni di emozioni, gioie, pianti, viaggi e viaggetti, trasferte e trasfertine, sabati sera trascorsi davanti a sky, non si cancellano così.

Rispetto per il mio dolore misto a sdegno, please.

-dopo lo sciancamento cavigliare mi sono accoltellata un polpastrello con un coltello affilatissimo perdendo decalitri di sangue; inizio a temere per la mia incolumità. Tegole in testa in vista?

sabato, 08 aprile 2006

IL SUO VOTO NON PUO' VALERE COME IL MIO.
NON PUO'.
ECCHECAZZ.


[Riflessione sorta osservando un soggetto non identificato che dava prova del suo scempio intellettualculturale.]
giovedì, 12 gennaio 2006

Che io sto bene qui, seduta in riva al fosso


mercoledì, 07 dicembre 2005

Il contrario dell'utopia. Solo che sto 'topos' qui mi sta sul cazzo!

 macintoshari di merda

(Gira, gira, gira, gira, tanto torni qua...come sempre, come tutti)
mercoledì, 09 novembre 2005

Delusioni

Quando ti delude un'amica, per quanto possa essere una cazzata, una quisquilia superabile, è uno scossone. E ti fa male. Non è quel dolore solenne e altisonante da fine storia d'amore, non è nemmeno l'atroce delusione di scoprire che il tuo uomo è andato a letto con un'altra. Sono quelle delusioni sottili e squassanti che bisogna metabolizzare piano piano.  Uffa, però.

Ma ha ragione Veronica: siamo noi ad avere questo complesso di superiorità così diffuso o sarete voi in  primis ad avere insicurezze e paranoie da sentirvi inferiori...?

Vabbè... vi lascio con questa canzone

Nato per me

Sono nato per me
come fanno un po' tutti
sembra sempre un po' troppo
quello che non ho fatto
e non mi basta mai niente mi basta mai

tutto quanto non basterà mai

c'è qualcuno che può
regolarmi il difetto?
e comunque lo sai
che ti vengo a cercare
che sono nato per me
ma mi frega l'amore
vieni qua e dimmelo vieni qua che lo so

che a tua volta sei nata per te

ci possiamo vedere
ne possiamo parlare
dipende da me
dipende da te
è l'unica logica che c'è
le cose che sei, le cose che sai,

le cose che hai che hanno te
dipende da te dipende da me

sono nato nel giorno dell'eclissi di luna
non me l'hanno spiegato se era sfiga o fortuna
tutto quello che ho tutto quello che so
tutto quanto fa ridere un po'

sono nato per me sarà mica il sistema(?)
dipende da me
dipende da te
è l'unica logica che c'è
le cose che sei, le cose che sai,

le cose che hai che hanno te
dipende da te dipende da me
so che non basta so che non basta niente
so che non basterà mai so cosa pensi
basta che basti tutto
come se fosse facile

sono nato per me
paradiso ed inferno
io che con me ci vivo 24 ore al giorno
e non ci basta mai niente ci basta mai tutto quanto non basterà mai
perché ognuno di noi è il suo centro del mondo

dipende da me
dipende da te
è l'unica logica che c'è
le cose che sei, le cose che sai,

le cose che hai che hanno te
so cosa pensi
basta che basti tutto
come se fosse facile
dipende da te dipende da me
domenica, 30 ottobre 2005

Troppe pippe (mentali)

Quella di estroversa solare apertissima fanciulla è una maschera bastarda. In realtà, mi sa che ho seri problemi a relazionarmi col prossimo. Mi terrorizza chiedere informazioni. Telefonare. Andare ai ricevimenti dei prof all'Uni. L'idea di uscire di nuovo con un tipo per una intera serata. Entrare in un negozio per provare qualcosa senza che i commessi pensino che non posso permettermi di indossare ciò che misuro. Peggio ancora se i commessi non sono anche commesse, ma solo maschi. Per non parlare poi, l'idea di far sesso con qualcuno. Ma come ho fatto fino a qualche tempo fa a pensare che tutte le cose sopra-indicate fossero normali?!

L'unica soluzione è ubriacarmi. Sempre.

ps: ah, dimenticavo... odio mia madre. Il suo solo gravitare nel mio perimetro, per non parlare del rivolgermi la parola, mi angoscia.

mercoledì, 26 ottobre 2005

Banana Republic

La Santanchè, deputata più rifatta di Michael Jackson e gnocca come un trans-battone, sputtanaterrima come 'pianista in Parlamento' dalle bastardissime Iene (non sarà la sola, ma intanto s'è fatto beccare. Quindi pure Scema!), fa dito-medio agli studenti manifestanti. Per la serie: comandiamo noi, cavoli vostri.  Non entro nel merito della filippica contro la Moratti perchè se volessi da studentessa universitaria quale sono, perdipiù a Bologna, potrei davvero 'farla morbida' a furia di accuse.  Voglio solo puntare il dito, un'altra volta, non la prima nè l'ultima, contro questi fantastici personaggi che costellano il nostro firmamento (ma è il caso di offenderlo così, il firmamento?) politico. E poi ci sono i giornalisti di Sky che si beccano il gavettone dagli studenti indignati dai servizi ben poco fedeli alla realtà dei fatti , e i parlamentari leghisti che intervistati non sanno rispondere all'elementare richiesta (elementare si', per chi l'italiano lo conosce...) di coniugare al passato remoto cuocere o di dire semplicemente il participio passato di Avere. Avere, capiamoci. Non Obnubilare, non Esigere, non Corrompere. Ammesso che 'codesti' siano verbi complessi. Avere, verbo ausiliare (l'altro è Essere, chissà se Calderoli lo sapeva). Colti sul fatto, non han saputo fare di meglio che dare della 'cafoncella' all'intervistatrice di turno. VERGOGNA...
D'accordo, sono solo esempi.
Però checcazz!